La vittoria del Napoli a Milano con l’Inter cristallizza una delle poche certezze stagionali: gli azzurri sono pressoché perfetti in Coppa. Tanto in quella nazionale quanto in Champions sono imbattuti. Di certo non in campionato dove, ad oggi, ci sono più ombre che luci. Un successo, quello del ‘Meazza’ che fa pendere di poco la bilancia della qualificazione sui campani che però, il 5 di marzo, dovranno soffrire ancora per completare il lavoro a campi invertiti al ‘San Paolo’.

Intanto, il bilancio delle competizioni extra-campionato è perfetto: 6 vittorie e 3 pareggi fra Coppa Italia e Champions League. Con gli scalpi eccellenti del Liverpool campione d’Europa e poi del mondo, della Lazio, sorpresa e mina vagante della Serie A e, ultimo in ordine di tempo, dell’Inter, accreditata rivale della Juve per la vittoria del massimo torneo nostrano.

I risultati del Napoli nelle notti ‘magiche’

Nelle notti europee, così come in quelle di Coppa Italia, il Napoli cambia volto e svela il suo lato migliore. Quello attento, determinato, caparbio e che, con spirito di sacrificio, getta il cuore oltre l’ostacolo. E che, oltre a conquistare il successo contro il Genk o il Perugia, alla portata dei campani, riesce ad avere la meglio anche dell’arcigno Salisburgo, che non perdeva in casa fra le mura amiche della Red Bull Arena da 19 gare internazionali, e del Liverpool campione d’Europa e poi del mondo.

Con l’aggiunta, a gennaio, e quindi con un tecnico diverso ma che ottiene gli stessi risultati nelle coppe, delle vittorie da sottolineare contro la Lazio, che sta sorprendendo tutti per continuità e qualità di gioco, e l’Inter di Conte, degli Eriksen, dei Lukaku e dei Martinez. Insomma, una compagine che ama altri scenari, non certo quelli del campionato, e che tira fuori il meglio contro squadre con valori importanti.

Motivazioni aggiuntive in Coppa, il Napoli non molla un centimetro

E proprio quando l’asticella dell’attenzione si alza a livelli di salvaguardia elevati, il Napoli ritorna una squadra pericolosissima. Un avversario duro per chiunque in grado di riversare sul campo applicazione tattica e valori da top club. La musichetta di Champions ispira, quella della Coppa Italia pure. E l’atteggiamento è totalmente differente. Ogni calciatore scende in campo con una mutata consapevolezza e col coltello fra i denti.

Questione di testa più che di piedi, e di motivazioni. Di competizioni non ancora smarrite, perse per cui l’obiettivo, come lo sbandierato scudetto, non sembra più così lontano, distante, irraggiungibile. Sia con Ancelotti che con Gattuso la determinazione in questi contesti è massimale, nessun giocatore azzurro è indolente, abulico, svagato o distratto e tutti, all’unisono, si aiutano e si fanno valere per intensità e voglia.

Per un garra, appunto, quasi impercettibile in campionato, se non in alcuni match, e sempre con le grandi (vedi la vittoria con la Juventus), e una abnegazione che fa schiumare rabbia ai tifosi. Con lo stesso tipo di atteggiamento in campionato, al netto della sfortuna (17 pali colpiti), dei tanti episodi arbitrali a sfavore o dei molteplici infortuni occorsi, il Napoli sarebbe in ben altre posizioni.

le posizioni medie del Napoli contro l’Inter. Baricentro basso e linee di passaggio sbarrate (whoscored.com)
in foto: le posizioni medie del Napoli contro l’Inter. Baricentro basso e linee di passaggio sbarrate (whoscored.com)

Il rispetto dell’avversario, ‘si annusa il pericolo’ e si riparte

L’applicazione tattica dicevamo. In questi contesti il Napoli si fa un bagno d’umiltà, riconosce la forza dei rivali e, come con la Juventus o l’Inter o col Liverpool, sia a Napoli che in terra inglese, i campani accettano di cambiare il loro terreno di scontro. Non la si mette solo sul palleggio ma anche sulla tattica, sulla difesa, non disdegnando la trincea del catenaccio e l’azione delle ripartenze. Dinamiche e implacabili. Come contro i nerazzurri ieri, Fabian Ruiz dimostra, come contro il Liverpool ad ‘Anfield’, Mertens pure.

I calciatori, per dirla alla Gattuso, “annusano il pericolo” e si rimboccano le maniche per aiutarsi, giocare a palla coperta, mettersi sotto la linea del pallone e fortificare la propria roccaforte difensiva: 4 gol subiti in 9 gare extra campionato, 15 reti all’attivo e una media di 2 punti per partita. Una storia totalmente differente da quella raccontata in Serie A. Come due cantori diversi, come Dr. Jekyll e Mr. Hyde.