I have a dream… Paulo Dybala cita il memorabile incipit del discorso di Martin Luther King e scrive un post per sensibilizzare followers e opinione pubblica su un tema molto caldo di questi giorni: il razzismo, fenomeno di stretta attualità che si riverbera anche all'interno degli stadi e che le ultime notizie di cronaca alimentano assieme all'ondata di sdegno contro la Turchia e l'azione militare condotta nel Nord della Siria. Teatro dei buuu e degli ululati, dei cori discriminatori non sono gli impianti italiani ma il palcoscenico internazionale: l'occasione è rappresentata dalle partite di qualificazione a Euro 2020 e l'episodio peggiore è avvenuto a Sofia, durante il match tra Bulgaria e Inghilterra.

Gli episodi durante Bulgaria-Inghilterra, l'indagine della Uefa

Le urla e gli insulti contro Raheem Sterling e altri calciatori avversari (Tyrone Mings, Marcus Rashford), ‘colpevoli' di avere la pelle nera, hanno fatto il giro del mondo e spinto la Uefa a intervenire direttamente aprendo un'indagine su quanto accaduto. Lo stesso numero uno della federazione bulgara ha rassegnato le dimissioni, un gesto molto forte preso anche in aperta polemica con il ct della nazionale, Krasimir Balakov, che aveva negato di aver sentito quei cori discriminatori. Impossibile… a giudicare anche da un altro episodio altrettanto emblematico: molti ultrà indossavano una maglietta della Uefa che recava la scritta ‘Respect', usata per la campagna contro il razzismo, ma era stata modificata in ‘No respect'.

Il post anti razzista di Paulo Dybala

Paulo Dybala ha aggiunto la propria voce al tam tam mediatico e di protesta sui social network. L'attaccante argentino della Juventus ha lanciato attraverso l'account ufficiale di Twitter un importante messaggio contro il razzismo: "I have a dream. Ho un sogno, come ha detto Martin Luther King e dovremmo ripeterlo ogni giorno. Il sogno è quello che il razzismo non vinca negli stadi di calcio e fuori da essi come nelle nostre vite… ogni giorno. #noracism #stopracism".