Una Roma in ritardo, una Roma che fatica a compensare alle partenze eccellenti di quest'estate e una Roma ancora priva di quadratura tattica. Tante facce dello stesso inizio complicato dei giallorossi, ieri fermati sul pari anche dalla Fiorentina e contestati dalla tifoseria. Numeri impietosi in questo avvio: quattro vittorie, altrettanti pari e tre sconfitte, con 18 gol realizzati e 13 subiti. A pesare i ko con il Milan imperfetto di inizio stagione, per non parlare dei 2-0 patiti per mano di Bologna e Spal, entrambe non irresistibili e in corsa per non retrocedere. Da non sottovalutare, poi, quanto smarrito per strada anche in occasione dei pari con Napoli (1-1 a tempo quasi scaduto, sebbene a fronte di una prestazione poco convincente) e Fiorentina (questa volta in rimonta, ma giocando meglio e meritando di più).

Il capitale investito sul mercato. I 16 punti, già a -9 da Inter e Napoli, richiedono quindi una profonda analisi delle scelte effettuate da società e tecnico. A cominciare da quelle estive in sede di mercato, dove i numeri – se possibile – sono ancora più impietosi che in classifica. Al momento, infatti, il flop assume le dimensioni di ben 100 milioni di euro: esattamente quanto investito dal ds Monchi per Nzonzi (27 milioni), Pastore (25), Cristante (20 + 10 di bonus) e Kluivert (17 + 1,5 di bonus). E non conteggiamo in quest'analisi i 15 milioni per il riscatto di Defrel, girato alla Sampdoria dove sta trovando un nuovo rilancio, e i 9 iscritti a bilancio in estate per completare il riscatto di Schick, anche ieri assolutamente deficitario nel rendimento.

Il trend di rendimento dei nuovi. Ma al di là delle considerazioni più o meno soggettive, il mancato rendimento dei nuovi è ancora nei numeri. Basti pensare che il depositario della media migliore è Nzonzi con il suo 6 stiracchiato, a fronte di un 6,17 di fantamedia corroborato da un gol. Alle sue spalle l'olandese Kluivert con 5,9 (e 6,1, per effetto dell'assist alla prima giornata a beneficio di Dzeko), l'argentino Pastore con 5,86 (e 6,86 con due reti e un passaggio vincente) e l'azzurro Cristante con 5,65 (5,85 e 1 gol). Andamento mediocre che risalta ulteriormente, considerando che chi sta spingendo la Roma fuori dalle secche di questa fase difficile era già in casa: da Lorenzo Pellegrini a Manolas, da De Rossi a El Shaarawy.

Olsen e Santon le note liete. A margine, va detto per onestà intellettuale che undici gare sono probabilmente poche per emettere verdetti definitivi e l'auspicio della società è che i quattro nuovi possano seguire le orme degli unici due acquisti che, sino a questo momento, hanno prodotto "dividendi": il portiere Olsen (6,05) e il difensore Santon (6,2) con quest'ultimo che, ironia della sorte, è stato accolto con diffidenza rispetto ai più blasonati colleghi di mercato festeggiati direttamente in aeroporto.