"Anche se non vinci devi essere presente in segno di rispetto". Luka Modric, vincitore della scorsa edizione del Pallone d'Oro, ha appena passato il testimone a Lionel Messi. "Te lo meriti, sei il migliore", mormora mentre gli tende il trofeo. Sorride, si defila e poi riserva una stoccata a Cristiano Ronaldo. È stato il centrocampista croato del Real Madrid a consegnare il sesto trofeo della carriera alla Pulce del Barcellona, una leggenda vivente del calcio internazionale. Dal 2009 a oggi, dieci anni in crescendo che hanno portato il campione argentino a vincere tutto con la maglia dei catalani a livello di club e di record infranti.

  • Cosa gli manca per diventare il più grande in assoluto al pari di Diego Armando Maradona? Trascinare anche l'Argentina alla conquista di un trofeo finora sfuggito, sia in Copa America sia in Coppa del Mondo. Avrà tempo per riprovarci perché – dice dal palco del teatro parigino – "nella vita bisogna migliorarsi sempre".

A rendere omaggio all'asso sudamericano c'erano i più forti calciatori protagonisti in Europa, nei rispettivi campionati come in Champions. A cominciare dai Reds detentori in carica (Virgil van Dijk, Sadio Mané, Mohamed Salah) fino a Lewandowski e Mbappé. Tutti tranne il portoghese che invece ha fatto capolino a Milano per ritirare il premio di miglior calciatore del campionato italiano di Serie A, edizione 2018/2019. Modric non ha risparmiato critiche all'ex Real per la scelta di non accettare l'invito ed essere presente in Teatro.

Quando non vinci, devi essere lì per mostrare rispetto – ha ribadito il centrocampista croato -. Sono qui per festeggiare il calcio. Gli ho dato il premio e mi sono congratulato con lui. Credo sia anche giusto così, ed è bello che il vincitore della scorsa edizione sia presente ogni anno per consegnare il premio al nuovo vincitore. Siamo rivali ma prima di tutto c'è rispetto. Devi goderti il ​​calcio e basta, così come accade in altri sport in cui ci sono grandi atleti.