Sei Palloni d'Oro. Mai nessun campione di calcio internazionale c'era riuscito. Lionel Messi ha ricevuto l'ennesimo della carriera a Parigi nella serata che lo ha incoronato il migliore della stagione davanti a Cristiano Ronaldo e a Virgil van Dijk. CR7 non c'era, sapeva che il premio sarebbe andato al rivale. A 32 anni l'argentino è salito in cima al mondo arricchendo ancora un po' la bacheca dei trofei. Accanto a lui, in platea, c'erano la moglie Antonella e i 3 figli. È salito sul palco, azionato il rewind e fatto un salto indietro nel tempo di dieci anni, quando nel 2009 conquistò il primo Trofeo. Chi l'avrebbe mai detto che ne avrebbe ottenuti altri cinque?

Tutto il resto era impensabile – sono state le prime parole di Messi -. Per questo dico che bisogna lavorare e migliorarsi e non smettere mai di sognare.

Cosa sarebbe il Barcellona senza la Pulce? Lo dicono i numeri del campione argentino e del suo piede sinistro: miglior cannoniere europeo con 36 reti pur fermandosi alle semifinali in Champions. Ha vinto la Liga e, come se non bastasse, suo è stato anche il premio Fifa The Best per il miglior giocatore. Mercoledì scorso, durante la Champions che è un po' la sua galassia, ha raggiunto quota 700 partite in blaugrana.

Volevo ringraziare tutti i giornalisti che hanno votato, tutti i miei compagni, il club e la Nazionale. Mi hanno fatto passare un anno grandioso al di là di aver vinto o perso le competizioni, siete parte di questo premio – ha aggiunto la Pulce -. In tutto questo tempo non ho mai smesso di sognare, di migliorare, di godermi il calcio, di fare quello che amo. Sono consapevole dell'eta che ho e si gustano ancora di più questi momenti.

Superata l'emozione, Messi si scioglie e gli brillano gli occhi quando gli chiedono di avvicinarsi al tavolo sul quale hanno messo in fila tutti e sei i Palloni d'Oro vinti (2009, 2010, 2011, 2012, 2015, 2019). Lì c'è tutta la sua vita. Lì c'è tutto l'orgoglio, personale e di squadra, del campione.

Sono felice del momento che sto vivendo non solo personale e professionale. I premi individuali sono importanti, ma sono sempre secondari rispetto a quelli di squadra. Mi preparo ogni anno per lottare per tutto, l'importante è cercare di farlo. È un orgoglio e un piacere essere parte della storia di questo trofeo, di essere parte del miglior club del mondo, questo premio è anche dei miei compagni non solo mio.