Il vero fenomeno era il mio Ronaldo, quello brasiliano che ha giocato nell'Inter. E non CR7.

Gianluca Pagliuca oggi è preparatore dei giovani portieri del Bologna e nel cuore conserva un posto speciale per la maglia nerazzurra accanto a quella della Sampdoria. A Milano ha vinto una Coppa Uefa nella stagione di grazia 1997/1998: Zamorano, Zanetti e Ronaldo siglarono le reti che schiantarono la Lazio di Casiraghi e Mancini al Parco dei Principi di Parigi. Ricordi bellissimi: la sequenza videoclip gli scorre davanti agli occhi, come fai a non stropicciarli dinanzi alle prodezze di uno dei più grandi e forti calciatori al mondo? Nell'intervista a TMW Radio l'ex portiere della Nazionale chiarisce subito da che parte sta nella diatriba… compreso per chi fare il tifo nella corsa scudetto attuale.

Per me Ronaldo era molto, molto ma molto più forte del Ronaldo di adesso – ha ammesso Pagliuca, che per non sembrare troppo blasfemo non s'è spinto oltre quando gli hanno chiesto della Pulce -. Per quanto riguarda Messi, invece, dico che sono giocatori diversi. I due Ronaldo invece sono più punte e quello dell'Inter era meglio di CR7.

Concetto semplice, non c'è possibilità di interpretazioni errate. Cambiamo ruolo, torniamo in quello che è più congeniale all'ex estremo difensore della Sampdoria. Qual è il numero uno che più lo ha impressionato? Chi è che merita maggiormente la maglia dell'Italia lasciata libera dall'addio di Gigi Buffon? Risposta secca anche in questo caso.

Per fortuna abbiamo un'ottima generazione di portieri – ha aggiunto Pagliuca -. Si diceva che l'addio di Buffon sarebbe stato traumatico invece abbiamo visto che con Donnarumma e tanti altri si è visto che il ricambio c'è stato ed è stato importante. La scuola portieri italiana ha il vantaggio di avere preparatori molto avanti rispetto all'estero.

A proposito di Buffon, a 42 anni è ancora tra i pali. E a breve potrà anche battere il record di presenze di Paolo Maldini in Serie A.

Si vede che ha ancora voglia ed entusiasmo. Gigi è un leader, l'ho visto mentre caricava i compagni. Non è alla Juve per battere il record di Maldini ma per raggiungere altri traguardi.