Il Milan, di rimonta, batte il Genoa per 2-1 e tiene a galla Giampaolo, alla vigilia del match, di fronte ad un autentico spareggio, un aut-aut sulla sua permanenza sulla panchina del Diavolo. Che prima di guadagnare i tre punti e arrivare in paradiso, trascorre l’intero primo tempo, e parte della ripresa, all’inferno. Sotto i colpi di un Genoa vivace, gagliardo e che, a centrocampo come sulle fasce laterali, scava il solco. Un distacco di un gol che porta la firma di Schone su punizione, per il suo primo graffio in questa Serie A, ma anche il timbro di Reina che non controlla il non difficilissimo tiro del danese. Nella ripresa, in appena 12 giri di orologio, arriva il riscatto, l’incredibile rimonta. Prima Hernandez, su dormita collettiva della difesa avversaria, e poi Kessie su rigore, rivoluzionano il match, e il destino del proprio tecnico. Forse, dell’intera stagione meneghina con un uno-due letale. Al netto di una successiva gestione del punteggio, con un gol e un uomo di vantaggio (almeno fino al 79’), non proprio eccellente. Una gestione che costringe i tifosi rossoneri a soffrire fino alla fine con Schone, su rigore, che si fa neutralizzare nel rematch del primo tempo con Reina, il penalty del clamoroso 2-2. E così, al termine di questo pirotecnico anticipo serale al ‘Ferraris’, ecco duelli individuali e di reparto, fra Genoa e Milan.

Kessie segna dal dischetto, e cambia la stagione del Milan

Il secondo tempo del Milan è una rimonta d’orgoglio, un riscatto improvviso, un manifesto ideologico del concetto di resilienza applicato al calcio. Hernandez pareggia su dormita generale della difesa del Genoa, Rafael Leao, invece, appena entrato, guadagna un rigore e la conseguente espulsione per fallo di mano di Biraschi al 55’, mentre due minuti più tardi, l’ivoriano Kessie si presenta sul dischetto e con una pressione, forse, mai provata prima.

Il destino del Diavolo, e del suo tecnico, è sulle sue spalle e l’ex Atalanta lo sa. E con una freddezza eccezionale, il #79 spiazza Radu, mette insieme l’incredibile remuntada e riabilita una prestazione, quella personale, fino ad allora, da dimenticare.

Schone contro Reina, i loro numeri secondo Sofascore.com
in foto: Schone contro Reina, i loro numeri secondo Sofascore.com

Schone illuminante, e poi decisivo (anche in negativo). Reina da incubo e poi da sogno

In mezzo al campo, almeno nel primo tempo, il Genoa comanda le operazioni malgrado un contingente numericamente pari rispetto a quello degli avversari: tre centrali per il Grifone, tre per il Diavolo. E gran parte del merito di questa condotta va attribuita al regista aggiunto, al #10 ideale dei padroni di casa, al secolo: Lasse Schone. Che lì, nel mezzo, domina con esperienza, qualità e intelligenza tattica su tutti. Non sprecando mai un pallone, sbagliando raramente scelta e aggiungendo una buona dose di ottimi suggerimenti per i compagni. L’ex Ajax, poi, per completare una prima frazione molto positiva, come quelle di Radovanovic e Lerager, trova anche la prima rete in Serie A. Come? Ovviamente col fondamentale più atteso da tutti: con un calcio piazzato. C’è da dire però, con la colpevole complicità di un Reina, partito titolare al posto di un Donnarumma colto da crisi vomito nel riscaldamento, inaccettabile sulla punizione del danese. Con lo spagnolo che si fa sfilare in porta un pallone tutt’altro che complicato per l’ennesimo infortunio che complica maledettamente l’annata meneghina.

Prima del guizzo felino, pure d’orgoglio, dell’ex portiere del Napoli che, allo scadere, nel rematch personale col danese Schone, dal dischetto, al 93′, neutralizza il destro dell’ex lanciere consegnando i tre punti ai suoi.

il duello sulle corsie di Genoa (in arancio) e Milan (in azzurro) (whoscored.com)
in foto: il duello sulle corsie di Genoa (in arancio) e Milan (in azzurro) (whoscored.com)

Ghiglione dinamico, Hernandez contiene, ribalta il fronte e poi fa gol

Il Milan in questo campionato, fra i tanti numeri negativi che stanno accompagnando l’avventura rossonera di Giampaolo, è uno dei club meno ampi della Serie A. Una di quelle compagini cioè che sfruttano con meno frequenza, e profitto, le corsie laterali. L’opposto di quanto faccia, anche stasera, il Genoa di Andreazzoli che con Pajac a sinistra e Ghiglione a destra, ara le fasce laterali. Con i due esterni, solo nel primo tempo, capaci di giocare 54 palloni e scaraventare 11 cross, in due, al centro. Costringendo alla difensiva il Diavolo e anche Calabria (che poi mette insieme la seconda espulsione stagionale per somma di ammonizioni) e Hernandez.

Con l’italiano, più dell’ex Real Madrid, in grossa crisi dalle sue parti. Hernandez, invece, non deraglia sulla sua zona di campo e anzi, in alcuni casi, riesce anche a ribaltare il fronte servendo in diverse circostanze, e con pericolosità, Suso. Prima di sorprendere il pacchetto arretrato, con astuzia, al 51’ e firmare il punto dell’insperato, specie per la condotta del primo tempo, 1-1. Della prima rete in Italia del francese, del gol che fa girare, in maniera rocambolesca, il match.

solo 53 i tocchi di Piatek e Calhanoglu (whoscored.com)
in foto: solo 53 i tocchi di Piatek e Calhanoglu (whoscored.com)

Calhanoglu impalpabile, Piatek solo. Escono a fine primo tempo. Leao e Paqueta positivi

Diciottesima partita di fila in campo per Calhanoglu che con questi numeri sembra uno dei pochi insostituibili nell’economia globale di squadra. Eppure, questo dato, non descrive nemmeno lontanamente l’attuale condizione del turco che anche stasera contro un Genoa gagliardo e volitivo, specie in mezzo al campo, gioca male spegnendosi via via assorbito dall’intensità e dal ritmo dei rossoblù. Il #10 meneghino tocca pochi palloni, legge male il gioco, perde spesso l’uomo e finisce in panchina già al 46’ sostituito da Paqueta. Stessa sorte, o quasi, del polacco Piatek che si disimpegna come può contro la sua ex squadra pur non venendo mai azionato come da istruzioni, come da sue caratteristiche.

le posizioni medie in campo di Genoa (in arancio) e Milan (in azzurro) (whoscored.com)
in foto: le posizioni medie in campo di Genoa (in arancio) e Milan (in azzurro) (whoscored.com)

Sempre spalle alla porta, lontano cinquanta minuti dalla porta avversaria e con un Zapata, indemoniato, francobollato alle sue spalle. Per 46’ di gioco da incubo e che lo accompagnano sotto la doccia in cambio del lusitano Rafael Leao. Con i due subentranti, poi, decisivi per il ritorno del Milan e la rimonta al ‘Ferraris’. Con giocate d’alta scuola, improvvise accelerazioni, dribbling e tante, tante piccole cose che, poi, alla fine, fanno la differenza.

i voti secondo Sofascore
in foto: i voti secondo Sofascore

Tabellino e voti

Genoa (3-5-2) #97 Radu 5.5; #2 Zapata 6+, #17 Romero 6.5, #4 Criscito s.v (Dal 11’ Biraschi 4.5); #18 Ghiglione 6.5, #21 Radovanovic 6, #20 Schone 6+, #8 Lerager 6 (Dal 88’ Pandev s.v.), #33 Pajac 6.5; #11 Kouame 5.5, #99 Pinamonti 5.5 (Dal 73’ Favilli 6). A disposizione: #93 Jandrei, #22 Marchetti; #5 Goldaniga, #14 Biraschi, #12 El Yamiq, #32 Ankersen; #29 Cassata, #15 Jagiello, #91 Saponara; #19 Pandev, #9 Sanabria, #30 Favilli. Allenatore Aurelio Andreazzoli 6.5

Milan (4-3-3) #25 Reina 6.5; #2 Calabria 4.5, #43 Leo Duarte 6, #13 Romagnoli 6.5, #19 Theo Hernandez 6.5; #20 Biglia 6, #79 Kessie 6.5, #10 Calhanoglu 5- (Dal 46’ Paqueta 6.5); #5 Bonaventura 6+ (Dal 81’ Conti s.v.), #8 Suso 5.5, #9 Piatek 5 (Dal 46’ Rafael Leao 6.5). A disposizione: #90 Donnarumma; #12 Conti, #68 Rodriguez; #4 Bennacer, #39 Paqueta, #33 Krunic, #46 Gabbia, #7 Castillejo; #11 Borini, #17 Rafael Leao, #18 Rebic. Allenatore Marco Giampaolo 6.5