L'avventura di Fabio Capello sulla panchina della Nazionale inglese è durata quattro anni. Un'esperienza che l'ex allenatore ha vissuto tra alti e bassi, prima delle sue dimissioni nel febbraio 2012 consegnate in seguito alla decisione della federazione inglese di togliere la fascia di capitano a John Terry: a quel tempo accusato di aver rivolto insulti razzisti ad Anton Ferdinand. Nonostante l'allenatore friulano conservi il record di commissario tecnico inglese con la più alta percentuale di vittorie, c'è qualcuno che ancora ricorda quel periodo con parole tutt'altro che lusinghiere nei suoi confronti.

Il libro di Owen

"È stato uno dei peggiori allenatori dell’Inghilterra di tutti i tempi – ha scritto Michael Owen, nella sua autobiografia intitolata ‘Reboot' – Secondo me ha causato danni enormi alla mia carriera e al calcio inglese in generale. E lo hanno pagato profumatamente per farlo. Fabio Capello ha posto fine alla mia carriera con la Nazionale, ma non è per questo che penso che fosse un c******e. Alla prima riunione ho notato che era molto rigido riguardo al cibo e che non parlava una parola di inglese. E noi ci guardavamo e dicevamo ‘ma come farà questo tizio a spiegarci qualcosa?'. La scelta di dare la panchina a qualcuno che non parlava inglese è stata assurda, non so cosa hanno pensato alla FA. Per le prime due partite sono andato in panchina dopo essere stato titolare per anni. E ho pensato ‘oh no, qui le cose non vanno'".

L'attacco a Beckham

Tra le pagine del libro dell'ex attaccante di Liverpool e United, Pallone d'Oro nel 2001, anche una feroce accusa nei confronti di David Beckham: tirato in ballo da Owen, per quell'espulsione rimediata contro l'Argentina nella Coppa del Mondo del 1998. "Fu un comportamento infantile e inutile. La gente dirà che è stato solo un errore, ma la mia sensazione è che, se vuoi vincere i Mondiali, non puoi permetterti di sbagliare – ha scritto OwenSe avremmo battuto l'Argentina con undici uomini? Non lo sapremo mai, ma stavamo giocando abbastanza bene in dieci in quel momento. Mentirei se non dicessi che David quel giorno ha deluso tutti quelli della squadra, e io tutt’ora provo un po' di risentimento per questo".