Olsen ci dà dei ladri, ma non sono stati loro a ‘rubare’ nel 2004?

Morten Olsen con quegli occhialini tondi alla Harry Potter e quei capelli bianchissimi fa quasi tenerezza. All’ultimo Europeo lo si è visto sempre molto pacato, molto tranquillo, anche quando i suoi segnavano, battevano l’Olanda e si giocavano la qualificazione ai quarti di finale. Olsen, gloria del calcio danese, è stato un elegante libero negli anni ’80 e dal 2000 è l’allenatore della nazionale della Danimarca. Un record. In conferenza stampa il Commissario Tecnico danese con i giornalisti del suo paese ha parlato soprattutto del pareggio ottenuto venerdì in Bulgaria, dove Bendtner ha replicato a Rangelov, ed a loro ha detto che per qualificarsi bisogna vincere anche in Italia. Con i giornalisti ha parlato soprattutto di Pirlo e Balotelli, i giocatori migliori dell’Italia. Poi, inevitabilmente, è arrivata la domanda sul cosiddetto ‘biscotto’ che eliminò gli azzurri da Euro 2004. Olsen ha risposto in modo molto tagliante:
A casa nostra si dice che un ladro pensa sempre che gli altri rubino.”
Olsen, poi, ha ricordato all’incontro ed ha garantito a tutti che quel match la Danimarca lo voleva vincere.
La Danimarca fece di tutto per vincere contro la Svezia. Siamo molto ironici in Danimarca. Tanti anni fa spesso si giocava contro la Svezia, e c’è sempre stata lotta tra cugini. La Svezia fu brava a segnare il gol del 2-2. Comunque provammo in tutti i modi a vincere quella partita, lo posso assicurare.”
Non essendoci prove del ‘biscotto’ Morten Olsen non ha torto. L’Italia, poi, negli ultimi anni non ha dato una bella immagine di sé, con tante partite combinate, con calciatori indagati e in alcuni casi addirittura arrestati. Considerando tutto ciò, la battutina tagliente ci può anche stare, anche perché forse è sinonimo di paura. Perché se stasera la Danimarca perderà, il primo posto nel girone diverrà irraggiungibile, e per il secondo sarà durissima, considerando anche la forza degli avversari, Italia inclusa. Però Olsen ha torto quando dice che gli svedesi furono bravi a realizzare il gol del 2-2. Perché tutti quelli che ricordano quella sfida ricordano l’atteggiamento passivo dei ragazzi di Olsen, che nel finale non opposero grande resistenza alla Svezia. Inoltre di quel match si ricordano anche gli ultimi minuti dove calciatori di squadre avversarie traccheggiavano in mezzo al campo in attesa del triplice fischio finale.