Sono solo otto le giornate di campionato disputate, e ce ne sono ancora trenta da qui a maggio. È presto dunque per bilanci definitivi ma certamente non può passare inosservato l’incredibile ruolino di marcia del Cagliari di Rolando Maran che si ritrova attualmente in quinta posizione a due sole lunghezze dal Napoli e quindi dalla zona Champions League. Due sconfitte, e poi quattro vittorie e due pareggi, avendo affrontato anche squadre decisamente più attrezzate come Inter, Napoli e Roma.

Cagliari ‘dei miracoli’ 2.0: eguagliato l’avvio di campionato ottenuto solo ai tempi di Riva

Quattordici punti nelle prime otto gare di Serie A come mai accaduto prima nell’era dei tre punti e come capitato solo in altre tre occasioni nella sua centenaria storia (come ci ha già spiegato Alessio Pediglieri), compreso l’anno dello Scudetto, quello del “Cagliari dei miracoli” con Gigi Riva e compagni. Numeri incredibili dunque per la formazione sarda che dopo i due ko iniziali con Brescia e Inter è riuscita ad invertire decisamente rotta piazzando sei risultati utili consecutivi che la proiettano in piena zona Europa. Ma quali sono i “segreti” di questo Cagliari? Andiamo a scoprirlo insieme analizzando i numeri dei rossoblu in queste prime otto partite di campionato.

I numeri: difesa solida, contropiede, gioco aereo e risparmio delle energie, i ‘segreti’ di Maran

Nell’anno in cui molte squadre, Juventus compresa, hanno puntato su un gioco volto più a creare che a distruggere, il Cagliari di Maran rappresenta un’eccezione a conferma che la solidità difensiva e l’organizzazione tattica possono ancora fare la differenza, soprattutto in un campionato tosto come quello italiano. A dirlo sono i numeri. Seconda miglior difesa del campionato con solo sette gol al passivo (al pari di Juve, Inter e Verona, dietro solo all’Udinese di Tudor), che concede tanti tiri agli avversari come dimostra la presenza di Robin Olsen tra i portieri che hanno effettuato il maggior numero di parate in questo avvio di torneo, che gioca meno nel terzo di campo offensivo (soltanto il 24% del tempo, nessuno ha fatto peggio), che preferisce lasciare il possesso palla agli avversari (44,6% di media a partita) che conclude poco verso la porta avversaria (solo il Brescia, con due gare in meno ha effettuato meno tiri fin qui).

Ma che al contempo si distingue per la capacità di ribaltare velocemente l’azione (un terzo delle reti messe a segno fin qui sono arrivate su azione di contropiede), la precisione nei cross, l’abilità nel gioco aereo (4 dei 12 centri messi in cascina sono stati siglati di testa) e la destrezza balistica dei suoi (un tiro su due centra lo specchio della porta). Un gioco che consente ai sardi di consumare meno energie degli altri: solo Torino, Napoli e Genoa percorrono in media meno chilometri ad incontro di Radja Nainggolan e compagni (104,3 km per match).

Oltre le aspettative: il Cagliari ‘vale’ le ultime della classe

Un Cagliari dunque che si giova degli importanti investimenti fatti sul mercato dal patron Tommaso Giulini per l'anno del centenario (il ritorno di Nainggolan, il colpo Nandez, e i prestiti di Luca Pellegrini e Rog), oltre ai due sostituti di lusso, Olsen e Simeone jr, presi per far fronte ai gravi infortuni di due pedine importantissime come Cragno e Pavoletti. Ma un Cagliari che, nonostante ciò, fa dell’umiltà (la vittoria di Napoli dove aveva accettato la superiorità dei partenopei ne è l’esempio più lampante) e del collettivo la propria forza: sono già 24 i calciatori utilizzati da Rolando Maran in queste prime otto apparizioni. È questo dunque che ha permesso finora ai sardi di andare oltre le aspettative (anche se l’obiettivo principale resta una tranquilla salvezza): stando a Transfermarkt infatti quella rossoblu è la decima rosa per valore di mercato (172,5 milioni di euro complessivi) dell’attuale Serie A di poco superiore rispetto a quelle di Genoa e Sampdoria che al momento occupano gli ultimi due posti della classifica.