L'International Champions Cup è ormai diventato un appuntamento imperdibile per molti tifosi, che ogni estate affollano gli stadi scelti dall'organizzazione o si mettono davanti ai televisori per assistere alle prime partite stagionali della propria squadra del cuore. Nato nel 2013 e organizzato dalla statunitense Relevent Sports, il torneo potrebbe però cambiar volto a partire dalla prossima edizione.

Secondo il New York Times, la società che gestisce l'ICC starebbe infatti lavorando ad una nuova versione del ‘format' con alcune novità importanti. L'obiettivo di Stephen Ross, magnate americano cofondatore di RSE Ventures, è quello di trasformare l'International Champions Cup in una vera e propria Champions League itinerante capace di generare introiti non solo alle società partecipanti ma anche agli stessi organizzatori. Il tutto per rientrare dei costi che l'organizzazione ogni anno deve affrontare.

Il possibile accordo con l'Uefa

Nella testa del ‘papà' del famoso torneo estivo c'è dunque l'idea di aumentare visibilità, tensione e competitività delle amichevoli, sfruttando anche il traino dell'Uefa alla quale è stato chiesto un incontro per provare a stabilire una partnership e magari ottenere l'utilizzo del marchio per dare maggior risalto all'ICC. Come riferito dall'importante quotidiano statunitense, Ross ne avrebbe già parlato con alcuni club (in un summit andato in scena nei giorni scorsi a Parigi) e da loro avrebbe anche ottenuto un primo ok alla modifica del format del torneo.

Le modifiche non saranno però così semplici da attuare. Il primo grande scoglio è il fitto calendario calcistico delle maggiori leghe calcistiche: un problema non da poco anche per la stessa Uefa. In secondo ordine Ross dovrà anche parlare con la FIFPro: il sindacato mondiale dei calciatori. Un'altra grande novità sarebbe infine quella delle ‘wild card' per partecipare al torneo. Per ottenere la licenza Uefa, le squadre dovranno infatti essere scelte e invitate in base al merito e non più solo per il loro appeal commerciale.