Mourinho quattro anni dopo. Tutto cambiato, per lo Special One oggi allenatore del Tottenham, la stessa società cui aveva giurato eterno rifiuto. Invece, oggi, ha firmato un contratto fino al 2023, con l'ennesimo stipendio da favola e un nuovo progetto per rilanciare la squadra londinese dopo un quinquennio di gestione Pochettino.

Cosa aveva detto Mourinho nel 2015

Nel 2015, invece, in piena ‘campagna' Chelsea, il tecnico portoghese aveva rilasciato dichiarazioni di tutt'altro tenore. Con lo Special One al passo di addio con il Chelsea dopo un biennio che aveva seguito il periodo 2004-2007 sulla panchina dei Blues, Mourinho aveva fatto una ‘promessa' ai suoi oramai ex tifosi. Intervistato sulla possibilità di allenare già allora il Tottenham prima di affrontarlo da avversario nella finale di Coppa di Lega vinta per 2-0 dalla sua squadra, Mourinho rispose in modo secco: "Non allenerò mai il Tottenham. Amo troppo i tifosi del Chelsea, possono stare tranquilli".

Le critiche a Pochettino e a Kane

Da esterno alla realtà Tottenham, Mourinho non aveva mai risparmiato parole velenose sia per l'oramai ex allenatore, Pochettino, sia per colui che dovrà essere il suo giocatore più importante da qui a fine stagione, Harry Kane. Commentando l'ultima finale di Champions league tra Liverpool e Tottenham, persa dai londinesi, lo Special One si fece beffa dei due: "Pochettino? I tifosi guardano ancora a questa squadra e questo manager come un qualcosa di storico per loro, ma la vittoeia è andata altrove. Kane? Ha giocato a nascondino: di solito è il riferimento, si muove per tutto l'attacco, è un punto di riferimento. Non lo è stato"

La nuova avventura con gli Spurs

Adesso però, il discorso è cambiato con la chiamata e la risposta affermativa per salire in sella agli Spurs. Mourinho è rimasto senza una squadra per 18 mesi, dall'addio turbolento con il Manchester United in poi: tante voci, tante proposte, alla fine nulla di fatto fino alla chiamata del Tottenham. Con 25 trofei in bacheca, di cui due Champions League, adesso i londinesi dovranno assimilare la mentalità di un tecnico vincente e cancellare i 12 punti ottenuti nelle attuali 14 partite di Premier League.