Nedved: “Totti non ha mai giocato per una grande squadra come la Juve”

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Juve-Roma, botta e risposta. Dopo Marotta e la moglie di Agnelli, Nedved rincara la dose nei confronti di Totti: “Se il capitano della mia squadra dice quello che ha detto Totti alla sesta giornata non so se rimane capitano”.

"Con la Juventus sarà sempre così, arriveremo sempre secondi. Tanto vale che si facciano un campionato a parte". Come sganciare la bomba atomica. Le parole di Totti, deflagrate nel dopo partita di Juventus-Roma, dopo il gol di Bonucci (viziato dal fuorigioco attivo di Vidal) hanno innescato la reazione a catena. Prima la rabbia dei romanisti, poi quella dell'entourage juventino: Marotta, la moglie di Agnelli e Nedved, membro del cda bianconero. "Lo stimo, è un campione – ha ammesso Pavel nella trasmissione Tiki Taka – ma quelle sue frasi non mi sono piaciute, mi hanno fatto arrabbiare. Lui non è mai arrivato a giocare per una squadra così grande come la Juventus e per questo non capisce cosa vuol dire. Noi abbiamo sempre tutti contro e gli arbitri hanno paura di fischiare a nostro favore. Se il capitano della mia squadra dice quello che ha detto Totti alla sesta giornata non so se rimane capitano". Botta e risposta, a chi le spara più grosse. Cappa e spada, a colpi di sciabola. Anche quando fa riferimento agli episodi di rigore… tutti, a cominciare dal contatto Holebas-Marchisio "Per me è rigore, c’è la spinta. Mentre nessuno ha capito in campo cosa abbia fischiato l'arbitro sul contatto tra Lichtsteiner e Totti. Il fallo su Pogba? Parlare di centimetri mi sembra ridicolo. Rocchi vede che Pogba è sulla linea e decide di fischiare il rigore. Per me è rigore clamoroso"

No alla moviola in campo. "Sono contrario, toglieremmo il bello del calcio – aggiunge Nedved -. Dovrebbe essere regolarizzata nella maniera giusta perché al contrario non sarebbe più calcio".

L'ammenda di 30mila euro alla Juve. La multa è arrivata per lo schiaffo dato da un tifoso a un tesserato della panchina romanista. "In Italia, purtroppo, prevale la cultura di tifare contro l'avversario non a favore della propria. Quando Totti è stato sostituito avrei voluto sentire gli applausi ma nei nostri stadi queste cose è difficile che accadano".

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