Nazionale, Buffon: “Italia e Juve, due storie d’amore”

La maglia della nazionale, il suo stadio, il record di presenze ed una qualificazione a portata di mano. Quella di martedi prossimo, rischia di essere una serata da incorniciare per Gigi Buffon che difenderà i pali della porta azzurra per la 136esima volta in carriera. Un percorso straordinario, quello del capitano, che è prossimo a diventare il calciatore con più presenze nella storia della nostra nazionale. L'obiettivo del portierone bianconero è, ovviamente, quello di poter allungare questa striscia, arrivando a giocare il prossimo mondiale brasiliano. Per arrivare a quota 150 presenze in azzurro è fondamentale avere certi requisiti, come ha dichiarato lo stesso Buffon a Sky Sport 24: "Non mi piace parlare dei miei obiettivi personali ma, sicuramente, chi è intelligente capirà che quando arrivi a conseguire determinati traguardi, è perché oltre alle doti fisiche che madre natura ha dato, devi essere supportato anche da doti cerebrali. Questo è fondamentale e credo che sia il messaggio migliore che debba passare, che si può essere dei grandi campioni, ma degli incompiuti. Si può essere grandi campioni e poter scrivere la storia".
Carriera. Dopo la rinascita di Alberto Gilardino, un altro reduce di Berlino 2006 è tornato a riempire le prime pagine dei giornali. La vittoria dell'altra sera, contro la Bulgaria, è stata "griffata" proprio dai due campioni del mondo: una coppia che, un domani, potrebbe forse ritrovarsi a giocare con la stessa maglia di club. Quella maglia che, insieme a quella azzurra, ha per Gigi Buffon un valore inestimabile: "Ho avuto la fortuna di fare tantissimi anni, di vivere lo spogliatoio, la società Juventus per tredici anni, e con la Nazionale sono sedici, contando le Nazionali giovanili sono venti. Per cui sono due storie di grande amore, di grandissima passione, di grandissimo affetto, tantissime persone conosciute, tantissime vittorie, qualche sconfitta. Hanno sicuramente scandito i tempi e gli umori della mia vita".
Sogno mondiale. "Alla nazionale non rinuncerei mai, non ne vedo motivi se non quelli di una scelta tecnica che verrebbero accettati da me senza problemi. Il sogno? Poter vincere qualcosa visto che non ho ancora davanti 2-3 mondiali o europei".
