Alla fine è arrivato anche il momento di fare i conti. Dopo i giorni dell'ammutinamento, delle contestazioni, del braccio di ferro tra società e giocatori, stanno trapelando anche le reali decisioni che verranno prse da parte del club partenopeo nei confronti dei giocatori dissidenti. Aurelio De Laurentiis nei giorni passati aveva paventato una mossa legale, per tutela del nome della società ‘macchiato' dal comportamento dei suoi tesserati e una ammenda economica sugli stipendi degli stessi.

Si è trattato in tutto e per tutto di un grave gesto di insubordinazione, che si è inserito in un momento molto delicato dal punto di vista delle prestazioni e dei risultati che stavano venendo meno, chiedendo maggior unità di intenti in capo e fuori. Il presidente azzurro non intende fare passi indietro, anche se oggi il ritiro è solo un ricordo e c'è una pausa delle nazionali che ha dato un po' di respiro tra tanti impegni.

La decisione della società: pugno di ferro

Dopotutto il Napoli ha emesso un comunicato inequivocabile, che prevede interventi seri nei confronti dei giocatori che dovranno rispondere di quanto avvenuto. La società contesterà ai giocatori quanto accaduto, e li convocherà entro cinque giorni dalla contestazione per ascoltare la posizione di ognuno di essi, che ovviamente hanno diritto a difendersi. I calciatori potrebbero affidarsi a un legale anche per l'eventuale sanzione del 5% di trattenuta sugli stipendi.

“La società procederà a tutelare i propri diritti economici, patrimoniali, d’immagine e disciplinari in ogni competente sede”.

I termini e le conseguenze

Ovviamente ci potranno (e ci saranno) ricorsi da parte dei singoli interessati, ma il tutto dovrà essere eseguito entro termini ben precisi: entro il 25 novembre De Laurentiis dovrà comunicare le decisioni della società e da lì a 5 giorni ci saranno le prime ‘audizioni' per ascoltare i diretti interessati. Poi, gli eventuali appelli e contrappelli. Un iter che ovviamente non potrà non incidere sulla serenità di un gruppo che si appresta ad affrontare la parte più della stagione nel modo peggiore.