La classifica non preoccupa, ha detto Carlo Ancelotti che con il Napoli si trova a rincorrere il trio di testa formato da Juventus, Inter e Atalanta. Eppure la classifica segna da sempre i promossi e i bocciati, chi rende e chi presenta delle difficoltà. Un dato oggettivo, anche se parziale, che è il termometro della situazione di una squadra. Il Napoli quarto è di fatto un campanello d'allarme al di là delle sensazioni e di un progetto a lunga scadenza come può essere un campionato.

Se per Ancelotti non c'è alcunché di preoccupante perché la squadra crea, rende e migliora – al di là del gap in classifica – c'è chi sembra non vedere allo stesso modo la situazione attuale. E' il presidente Aurelio De Laurentiis, che non ha la visione del suo tecnico e teme fantasmi passati pronti a ripresentarsi all'orizzonte perché oltre alla Juventus da quest'anno c'è anche l'Inter come avversaria con cui fare i conti.

Gli alti e bassi del Napoli tra Serie A e Champions

La critica sottaciuta rivolta al tecnico è soprattutto nel turnover della squadra tra campionato e coppe che ha portato a qualche colpo a vuoto, come nella sfida ai bianconeri in Serie A e al pareggio in Champions League contro il Genk. Troppi alti e bassi, con prestazioni dissonanti (perfetti col Liverpool, male con il Cagliari) che hanno caratterizzato la mancanza di un equilibrio e di una tenuta che appaiono necessari per confrontarsi con l'Inter di Conte e la Juve di Sarri.

Turn-over e posizioni da (ri)trovare

La sensazione è che Ancelotti stia cercando la migliore sistemazione per tutti. Detto che per i ‘veterani' non c'è alcun problema (anche se la tribuna per Insigne è un altro elemento che ha distorto alcune certezze) sui nuovi non c'è confusione ma di certo sperimentazione. Come per Lozano che è stato utilizzato da punta e da rifinitore, poi c'è da capire l'apporto di Elmas che ha sempre giocato in mediana mentre con la Macedonia ha dato il meglio come punta. Infine, la questione Milik, che ha lamentato proprio durante la pausa con la nazionale polacca le troppe panchine che non gli permettono di avere continuità di rendimento.