Napoli: in estate sarà rivoluzione per tornare a vincere, nel segno di Carlo Ancelotti
Addio Champions League. Addio Coppa Italia. E addio scudetto, stando all'attuale situazione che vede il Napoli a -11 dalla capolista Juventus. Una stagione che già a gennaio appare l'ennesima deludente dell'era recente partenopea, schiacciata dall'egemonia bianconera in campionato e dall'incapacità di mantenere adeguatamente alta l'asticella nelle altre competizioni.

Rivoluzione? In parte, ma di certo non immediata. La garanzia del Napoli è stata sottoscritta in estate quando, senza fare un mercato importante, è stato comunque acquistato il fuoriclasse di turno: Carlo Ancelotti. L'allenatore, infatti, è la mossa perfetta attraverso cui ripartire con un nuovo progetto tecnico. L'attuale, e non è un mistero, è (ottima) eredità di Maurizio Sarri, non certo in toto una creatura di mister Carletto.
La garanzia si chiama Ancelotti
L'esclusione anticipata in Coppa Italia contro il Milan ha semplicemente accelerato le decisioni: nessuna rivoluzione o allarmismo particolari immediati. Con ancora l'Europa League nel mirino, è cresciuta però l'esigenza di riassegnare ruoli, gerarchie e competenze in campo e nella rosa in vista della sessione estiva 2019, quella in cui Ancelotti potrà realmente plasmare la propria creatura calcistica.
Non si tratterà di una epurazione e rifacimento totali di un progetto tecnico considerato fallimentare. Anche se il ciclo Benitez-Sarri-Ancelotti sta portando dietro di sè ben pochi trofei, sul piano del gioco, della mentalità, degli obiettivi sono più gli aspetti positivi che negativi. Anche nell'ultima Champions, ad esempio, l'esclusione è avvenuta per l'avversità di un destino che ha inserito il Napoli in un girone di ferro, ma ci sono state ottime risposte a livello internazionale (la doppia sfida col Psg e il successo al San Paolo con il Liverpool).
Il Napoli che verrà, le scelte da fare
Parlando di uomini e futuro, Cristiano Giuntoli è già al lavoro, in totale simbiosi con il tecnico perché ci saranno giocatori che, come Mertens e Callejon, dovrebbero ridiscutere il contratto, probabilmente accettando anche una gerarchia differente dall'attuale mentre capitan Hamsik, che è rimasto un altro anno, opterà realisticamente per la Cina.
Da chi si ripartirà? La struttura c'è ed è ben consolidata nel gruppo e in campo: Meret, Fabian Ruiz, Koulibaly, Zielinski, Insigne, lo stesso Milik al quale non a caso Ancelotti sta sempre più concedendo spazio e disponibilità tra i titolari.