Carlo Ancelotti ha lasciato lo stadio San Paolo di Napoli senza recarsi in sala stampa. Come da protocollo della Uefa, avrebbe dovuto presentarsi dinanzi ai taccuini (con lui ci sarebbe dovuto essere Fernando Llorente e adesso il club verrà multato) ma nella notte dell'ammutinamento della squadra s'è dileguato assieme al suo staff senza proferire verbo, salvo raggiungere il Centro sportivo di Castel Volturno a differenza dei calciatori che sul bus non sono saliti e hanno scelto lo scontro frontale con il presidente, Aurelio De Laurentiis, che aveva imposto il ritiro dopo il tonfo di Roma e il tracollo in classifica.

A gettare altra benzina sul fuoco sono le voci che rimbalzano addirittura dall'altra parte del mondo. Dal Sudamerica per la precisione, con l'emittente Fox Sports che tira in ballo il nome dell'attuale allenatore dei partenopei e lo piazza sulla panchina del Boca Juniors considerato che, a breve, il tecnico Alfaro rassegnerà le proprie dimissioni.. A fine dicembre, al massimo entro gennaio dicono dall'Argentina come se fosse tutto fatto. Come se ci fossero già accordi presi. Come se fosse (quasi) fatto l'addio agli azzurri. La situazione è divenuta esplosiva, deflagrando nel dopo gara di Champions League contro il Salisburgo ma le avvisaglie c'erano state nell'immediata vigilia quando aveva affermato pubblicamente di non essere d'accordo con la decisione del presidente di spedire tutti in ritiro considerato l'andazzo e la piega in campionato.

Qualcosa s'è rotto, la crisi è ufficialmente scoppiata. Quel filo rosso che lo univa alla proprietà s'è logorato poco alla volta fino a spezzarsi anche a causa di una squadra che da tempo non lo segue più e non ha mai digerito la gestione tattica, il turnover, l'assetto variabile e la regia lunga, quant'altro uno dei tecnici più vincenti al mondo non è riuscito a realizzare pur avendo a disposizione una rosa "in grado di lottare per lo scudetto" in virtù di un "mercato da dieci" come disse al termine della scorsa sessione di trattative.