Si sente napoletano e a Napoli vorrebbe ancora restare da calciatore. Non s'è mai pentito della scelta fatta e quando gli ricordano che ha 32 anni a tutti Dries Mertens risponde con una smorfia e un sorriso: "Sto molto meglio di molti giovani che hanno 25, 26 anni e ho intenzione di giocare bene ancora per molto tempo". Farlo con la maglia azzurra addosso è un desiderio che ha espresso chiaramente, più ancora oggi che ha il contratto in scadenza e con il club non ha ancora raggiunto alcun tipo di accordo per prolungare la propria permanenza.

Lui e Callejon sono i simboli della squadra che, passo dopo passo, è cresciuta in maniera esponenziale attraverso le epoche di Benite, Sarri e adesso Ancelotti. L'ala che ha saputo trasformarsi in vero 9 e il pendolino che sulla fascia destra ha indotto molti lutti alle difese avversarie: imprescindibili per ogni allenatore, più ancora per il tecnico attuale e per gli equilibri di un gruppo nel quale non ci sono più leader e ‘anziani' rotti alle pressioni e alla mentalità vincente (Albiol o Pepe Reina).

Restano o vanno via? L'ultima parola spetta al presidente, De Laurentiis, che qualcosa in realtà ha detto: la disponibilità c'è ma serve ragionare sulle cifre… Loro, intanto, non tirano indietro la gamba – come si dice in gergo – e quando il dovere chiama in campo vanno con gli occhi della tigre. Chiedete pure al Liverpool campione d'Europa battuto al San Paolo.

Voglio solo rimanere a Napoli, ma al momento non posso dire nulla – spiegato Mertens al portale belga Rtbf -. Se me ne vado, mi mancherà tutto e non mi vedo a firmare per un altro club italiano. A Napoli mi sento a casa e in Serie A non potrei giocare in nessun altro club. Così come non penso ad andare in Cina, in Qatar oppure tornare in Belgio a fine carriera.

I tifosi del Napoli lo hanno ribattezzato ‘Ciro', nomignolo che testimonia la sua grande simbiosi con la realtà partenopea. Mertens è un calciatore molto amato: lui dà tutto sul rettangolo verde, suda la maglia, non si arrende mai e ci mette la faccia. Piace soprattutto per questo. E poi è vicinissimo (114 gol) a scalzare l'ex Pibe de Oro (115) nella classifica dei migliori marcatori di sempre in casacca azzurra.

Sono orgoglioso di essere vicino a una leggenda del calcio come lui – ha aggiunto, concedendosi una battuta ironica -. La prossima volta ci provo a battere il suo record ma non potrò farlo con la mano perché c'è il Var…