Il Napoli ci è ricascato e dopo le tre vittorie di fila, Coppa Italia compresa, contro Lazio, Juventus e Sampdoria domenica col Lecce ha rimediato ancora una sconfitta. L'ennesima di una stagione tormentata e che, agli occhi dei tifosi, sembra non finire mai. Gli azzurri sono ancora nel tunnel e le soluzioni proposte da Gattuso sembrano funzionare a corrente alternata. Come, del resto, nel corso della gestione Ancelotti. Bene, molto bene con le grandi, malissimo con le medio-piccole. Contro cui, si sa, si guadagnano realmente gli obiettivi stagionali. E così, quando la sfida di stasera di Milano può ancora salvare i campani, o condannarli definitivamente, ecco i numeri di un Napoli da dimenticare. E rifondare.

I numeri della crisi: -22 punti rispetto alla scorsa stagione

Freddi, algidi e al tempo stesso eloquenti. Sono i numeri di una stagione no, da dimenticare. Anche secondo il benchmark, il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. Dalla 23esima dell’annata 2018/19, la prima con Ancelotti in panca, alla 23esima di quest’anno, ci sono 8 vittorie in meno, 2 pareggi e 6 sconfitte in più, 6 reti segnate in meno (36 a 42), 16 gol subiti in più (34 a 18) ed un giacimento di 22 punti smarriti. E che oggi permetterebbero al Napoli, con 52 punti, di battagliare con Juventus, Inter e Lazio per il primato.

Insomma, in un campionato difficile, almeno finora, per la Vecchia Signora, con numeri simili a quelli dello scorso anno, i campani avrebbero potuto recitare un ruolo da protagonista in questa edizione della Serie A. Ma il dado ormai è tratto e con questo ruolino di marcia, la vetta – come l'Europa – non può che essere un lontano miraggio.

Da fortino a terra di conquista: al San Paolo peggior rendimento  nell’era Adl

Il ‘San Paolo’ fa tremare i polsi. Ma stavolta non agli avversari. I partenopei, difatti, in un catino di Fuorigrotta abbellito dai lavori della scorsa estate per le Universiadi in città hanno reso il proprio stadio un nemico giurato. Che schiuma rabbia, vuole di più e fischia. Un fortino diventato terra di conquista con diverse squadre, ad oggi, capaci di violare senza troppe difficoltà l’impianto napoletano. In serie, Cagliari, Bologna, Parma, Inter, Fiorentina e Lecce, hanno fatto danni fra le mura amiche (o supposte tali) del Napoli totalizzando, con ancora sette gare da disputare al ‘San Paolo’, il peggior rendimento della storia recente degli azzurri dalla risalita in A targata 2006/07.

Mai, infatti, la società del patron De Laurentiis era scesa così in basso in tema di sconfitte casalinghe nella massima serie con solo le stagioni 2007/08 e poi 2008/09 fra le più negative degli ultimi anni. Allora però i ko interni, in tutto il campionato, furono 4, oggi, già 6 col 50% dei match già disputati a Fuorigrotta persi. Segnando una certa discontinuità con le recenti prestazioni della compagine all’ombra del Vesuvio capace, nel 2015/16, di far rispettare la legge del ‘San Paolo’, con zero sconfitte, durante tutto l’arco dell’annata.

Stagione e sconfitte casalinghe

  • 2019/2020                    6
  • 2018/2019                     2
  • 2017/2018                     2
  • 2016/2017                     2
  • 2015/2016                     0
  • 2014/2015                     3
  • 2013/2014                     2
  • 2012/2013                     1
  • 2011/2012                     3
  • 2010/2011                     3
  • 2009/2010                    2
  • 2008/2009                   4
  • 2007/2008                   4

La proiezione: 11° posto come peggior piazzamento negli ultimi 13 anni

Ma i record negativi non si fermano certo col rendimento interno, anzi. Anche quanto a piazzamenti il Napoli non si sta di certo aiutando. Se dovesse finire oggi questo faticoso torneo, Gattuso e compagni si ritroverebbero fuori dalla Champions, fuori dall’Europa – come non accadeva dalla stagione 2008/09, la seconda in A dopo la promozione, con Reja prima e Donadoni poi alla testa della formazione partenopea – e con il secondo peggior piazzamento degli ultimi 11 anni. Proprio, alle spalle della dodicesima piazza edizione 2008/09. L’ultima senza competizioni europee e con un bilancio, sul campo, in rosso.

la scheda, Sofascore, di Gattuso in panchina
in foto: la scheda, Sofascore, di Gattuso in panchina

I numeri di Ringhio, Gattuso peggio di Ancelotti

Il rimedio, sempre stando ai numeri, sembra peggiore del male. Gattuso, ad oggi, sta facendo peggio del suo predecessore. Stando solo ai risultati raccolti in questa Serie A, Ringhio, in otto gare, rispetto alle 14 di Ancelotti, ha totalizzato 3 vittorie e 5 sconfitte, 12 gol fatti e 15 subiti con una media di appena 1.13 punti a partita. Che, per intenderci, porterebbero su una proiezione di 38 giornate ad un punteggio di 43 lunghezze che nell’ultima annata è valso proprio il 13° posto all’Udinese.

Un computo misero non tanto e non solo per i recenti picchi del Napoli ma anche per i risultati messi a referto dallo stesso Ancelotti con una media di 1.5 punti a partita (proiezione da 57 punti e quindi da 9° posto in classifica), 5 vittorie, 6 pareggi, 3 sconfitte conditi da 23 reti fatte e 17 al passivo. Al di là dei moduli, delle pedine e del mercato, questo Napoli, anche col cambio della guida tecnica, non gira e va ristrutturato da cima a fondo.