"Complimenti e benvenuto in Italia". Le parole di Cristiano Ronaldo resteranno nel baule dei ricordi di Hirving Lozano. L'ala messicana ha debuttato ufficialmente con il Napoli e in Serie A sabato scorso, nella partita più difficile e attesa (nonostante sia capitata troppo presto, alla seconda giornata) giocata dai partenopei a Torino. Un caleidoscopio di emozioni, una match vietato ai deboli di cuore scandito dall'avvio bruciante della Juventus (3-0 in venti minuti) e dalla rimonta clamorosa dei partenopei (3-3 nella ripresa) fino alla tremenda autorete di Koulibaly. Protagonista della sfida è stato l'ex Psv, subentrato nel secondo tempo a Lorenzo Insigne (infortunato).

Chucky, la bambola assassina. È il soprannome che i tifosi messicani hanno dato a Lozano per la ‘somiglianza' con la bambola del film horror, per il modo in cui s'avventa sulla palla e affonda la lama nella difese avversarie. Lo ha fatto anche all'Allianz Stadium quando ha s'è aperto un varco nell'area bianconera e siglato la rete del 3-2. Nell'intervista al sito www.tudn.mx ha raccontato cosa è accaduto in quegli attimi e cosa ha provato, compreso il retroscena con CR7.

Quando ho segnato Cristiano Ronaldo si è avvicinato a me e mi ha fatto i complimenti – ha ammesso Lozano -. Mi ha dato il benvenuto in Italia. E' stato qualcosa di molto bello, perché lui è un giocatore spettacolare, di un'altra categoria. Abbiamo giocato una grande partita nonostante ci trovassimo di fronte a calciatori molto forti perché la Juve non è solo CR7.

La fiducia di Ancelotti si coniuga con la grande voglia da parte del calciatore di crescere, vincere, misurarsi in un campionato competitivo come quello di Serie A dove le difese sanno rendere la vita più dura agli attaccanti. Aver rotto il ghiaccio con una rete, per giunta a Torino e in un momento delicato dell'incontro, lo ha aiutato. Il resto lo scoprirà solo giocando.

I gol? Mi vengono naturali. Sono contento di esser riuscito a segnare una rete al debutto col Napoli. Entrare nell'intervallo in uno stadio spettacolare come quello di Torino è stato molto bello. Mi sto adattando alle abitudini italiane, la fiducia del tecnico mi aiuta.