La Juve vince una partita in cui succede praticamente di tutto: due espulsioni, contestata quella a Meret, tante polemiche, un rigore assegnato al Napoli col VAR e tirato da Insigne sul palo. Al Napoli resta il rimpianto per un gran secondo tempo giocato in dieci contro dieci. In una partita che cambia faccia molte volte, soprattutto in un secondo tempo in cui gli episodi si susseguono e i ritmi salgono con la spinta del Napoli che chiude la Juve nella sua area. Ma le disattemzioni iniziali contro una Juve che ha rischiato meno in undici contro undici e ha spezzato la partita in superiorità numerica, hanno finito per fare la differenza. Stasera il Napoli porta a casa un quadro diventato bello ma rimasto incompiuto.

I numeri della partita

Il Napoli chiude con 497 passaggi a 292, con 165 appoggi a 58 negli ultimo trenta metri e 12 a 6 nell'area di rigore. Crea 12 occasioni contro 5, è anche sfortunato nlle conclusioni anche prima del rigore di Insigne sul palo. Degli azzurri tutti i cinque recordman per passaggi riusciti, su tutti Fabian Ruiz (97 su 104 tentati). Lo spagnolo è al centro di tutte le combinazioni più frequenti, scambia in totale 40 volte con Allan, riceve 18 volte da Insigne e 21 da Hysaj. Insigne pennella 34 passaggi negli ultimi 30 metri, l'unico a totalizzarne più di Ruiz.

Tocchi e movimenti in attacco di Napoli e Juve
in foto: Tocchi e movimenti in attacco di Napoli e Juve

La Juve però vince un contrasto in più, 5 di Emre Can che ne completa più di tutti, registra molti più disimpegni difensivi. Spiccano le sei conclusioni intercettate da Bonucci, i due anticipi di Chiellini, Can e Pjanic.

Il 4-4-2 di Ancelotti e il 4-3-3 di Allegri

Si parte a ritmi già alti. Allegri tiene i tre attaccanti alti quando il Napoli fa uscire il pallone dalla difesa. Mandzukic va a chiudere su Koulibaly, Ronaldo e Bernardeschi occupano le linee di passaggio verso i terzini per favorire il recupero alto del pallone.

Nel 4-4-2 di Ancelotti, con Insigne in appoggio a Milik davanti, manca un po' di ampiezza a sinistra perché Hysaj è un po' più bloccato rispetto a Malcuit che accompagna anche all'interno nella zona di Callejon. Da quella parte, è determinante il duello con Alex Sandro, leader bianconero nel primo tempo per anticipi e contrasti. Considerato che il modulo si evolve di fatto in un 4-3-3 con Zielinski più stretto negli spazi di mezzo e la richiesta ai terzini di sovrapporsi con continuità, ne consegue una circolazione di palla più asimmetrica.

Nel centrocampo azzurro, Allan ha spesso un ruolo determinante nelle due fasi. Da un lato, dialoga con Callejon proprio nella zona di destra, dall'altro ripiega su Matuidi quando il francese si inserisce senza palla nelle occasioni in cui Cristiano Ronaldo arretra e si allarga per favorire gli inserimenti da dietro. Il Napoli palleggia bene, si muove bene: c'è sempre chi viene incontro, arretra in qualche occasione anche Milik fra le linee a tenere la squadra corta, e chi intanto attacca la profondità.

Cristiano Ronaldo e Insigne dopo60 minuti
in foto: Cristiano Ronaldo e Insigne dopo60 minuti

Rosso a Meret, esce Milik: Napoli con l'attacco leggero

Nella Juve anche Mandzukic partecipa alla fase di copertura negli scivolamenti, sui cambi di gioco del Napoli. La Juve, mediamente più efficace nel portare il pressing alto rispetto agli azzurri quest'anno, riesce più facilmente a scompaginare le linee del Napoli in fase di costruzione. Ruiz si abbassa da playmaker , Zielinski e Callejon restano più alti nel tentativo di allargare le due mezzali bianconere per aprire spazi fra le linee.

L'espulsione di Meret, che va in scivolata su Ronaldo (il contatto è lieve, ma è anche vero che Meret è in ritardo e lo ostacola con la palla già passata) dopo un retropassaggio insensato di Malcuit, inevitabilmente cambia la partita. Il terzino, che aveva ricevuto proprio dal portiere in una posizione alta e scoperta, aveva appoggiato dietro senza coperture e con la difesa che saliva: una decisione davvero poco spiegabile. Ancelotti toglie Milik, sceglie nel 4-4-1 di tenere il più leggero Insigne e giocarsela fra le linee con gli esterni. Nella prima mezz'ora, Napoli e Juve distribuiscono 100 passaggi a testa, il Napoli ha una presenza maggiore nella trequarti offensiva. Ma la punizione di Pjanic, primo gol in stagione del bosniaco, sulla punizione che ne deriva, imprime un cambio di velocità alla partita.

Le difficoltà di Milik fino al momento della sostituzione
in foto: Le difficoltà di Milik fino al momento della sostituzione

Gli effetti della superioritù numerica

Allegri chiede ai suoi di alzare il ritmo, il Napoli verticalizza con un lancio che scopre Zielinski nello spazio di mezzo tra Chiellini e Cancelo un po' indecisi sulla posizione da tenere nella transizione negativa, così il polacco va in fuga ma incrocia sul palo. Zielinski, in quella sua tipica posizione intermedia e non facilmente inquadrabile, rimane il più pericoloso del Napoli anche con l'uomo in meno.

La heatmap del primo tempo
in foto: La heatmap del primo tempo

Il Napoli, però, si perde nelle coperture a zona anche sui calci da fermo. Hysaj al 40′ non contiene il contro-movimento di Emre Can che accenna ad andare dentro poi fa un passo indietro. Il terzino è preso in mezzo, ha due uomini su cui potrebbe chiudere ma non ne prende nessuno, e tocca anche sul colpo di testa dell'ex Liverpool.

I numeri del primo tempo

All'intervallo, la Juha tentato 3 tiri in porta contro i 2 del Napoli a parità di passaggi (191). Gli azzurri completano 49 appoggi nella trequarti offensiva contro i 39 degli azzurri. Notevole la precisione di Ruiz, 39 passaggi riusciti su 41 (recordman assoluto nel primo tempo), centrale anche in ricezione. Lo cerca 11 volte Insigne, nove Hysaj. Difensivamente fa meglio la Juve, che vince quattro contrasti in più e completa quattro anticipo a zero: in evidenza i sette tackle che completano Emre Can e Alex Sandro.

La circolazione di palla nel primo tempo
in foto: La circolazione di palla nel primo tempo

Rosso a Pjanic: la Juve si abbassa, il Napoli ci crede

Cambia Ancelotti che inserisce Mertens per Malcuit e disegna un 3-4-2 con Hysaj terzo sul centro-destra. L'espulsione di Pjanic, secondo giallo per fallo di mano a centrocampo, causa ulteriori adattamenti anche nel Napoli con Callejon che gioca a tutta fascia, anche sulla linea dei difensori in ripiegamento. Koulibaly si sgancia palla al piede, Zielinski e lo spagnolo provano a garantire ampiezza al Napoli. Chiellini e Bonucci continuano a chiudere spazi e linee di passaggio a ridosso dell'area. Dopo un'ora, un dato spicca su tutti: appena undici i passaggi completati all'interno dell'area (5 dagli azzurri, 6 dai bianconeri). La prima volta che Bonucci si trova appena un passo avanti, è letale la giocata di Insigne che telecomanda per Callejon alle spalle anche di Chiellini. Il Napoli si rimette in partita con una delle sue giocate simbolo.

Allegri ridisegna il centrocampo con Bentancur per Mandzukic nell'ultimo quarto d'ora, ma dopo il gol i bianconeri si abbassano e di fatto si spaccano. Nasce anche da qui, presumibilmente, la necessità di avere un uomo di corsa di più in mezzo per rompere il possesso palla e la presenza del Napoli nella metà campo della Juve. Ronaldo, insoddisfatto e demotivato per l'approccio dei compagni nel secondo tempo, non incide, non ribalta l'azione. Ci riesce invece Ruiz, che diventa un fattore nelle due fasi.

A dieci minuti dalla fine, il Napoli ha completato il triplo dei passaggi negli ultimi trenta metri. Ormai il Napoli avvolge la Juve che difende proteggendo l'area di rigore. La grande occasione mancata da Insigne, rigore sul palo (concesso per fallo di mano dopo altro consulto al VAR) aumenta il rimpianto di un Napoli generoso davanti ma poco lucido dietro nella mezz'ora che ha deciso la partita.