Il pareggio in casa dei campioni d'Europa del Liverpool sembrava un ottimo viatico per il Napoli. Il momento di serenità è durato poco con il tonfo interno contro il Bologna che ha fatto ripiombare i giocatori e Ancelotti nell'occhio del ciclone. Se la situazione in campo è difficile, anche quella extra-calcio è tesa: il gruppo azzurro sembra intenzionato a "rispondere" alle multe comminate dalla dirigenza per l'ormai celebre ammutinamento post-Salisburgo, quando la squadra aveva detto no al ritiro. I calciatori infatti sarebbero pronti al ricorso contro le sanzioni (i più stangati Insigne e Allan).

Napoli, i giocatori pronti al ricorso contro le multe della società

Poche ore prima del match di Champions contro il Liverpool, i giocatori del Napoli hanno ricevuto via raccomandata le sanzioni proposte della società per l'ammutinamento post-Salisburgo. Multe pari al 25% dello stipendio lordo per la maggior parte dei giocatori, con il doppio invece per Allan e Insigne. In prospettiva di una "battaglia" di fronte al Collegio Arbitrale, questi ultimi sarebbero intenzionati anche a rispondere alla società: secondo quanto riportato da Repubblica infatti, i componenti della squadra partenopea stanno pensando di presentare ricorso contro i provvedimenti del presidente. 

Perché i giocatori del Napoli vogliono presentare ricorso contro le multe di De Laurentiis

La decisione dei giocatori del Napoli è figlia del tentativo di non correre il rischio di incassare una multa ancor più salata. Gli azzurri infatti temono che il pagare le multe significhi ammettere la colpa, lasciando così al presidente De Laurentiis campo libero per una richiesta anche di danno d'immagine. Se così fosse le sanzioni per Insigne e compagni potrebbero salire dai 2.5 milioni complessivi attuali, ai 7-8. Un'ulteriore mazzata dunque per i calciatori che potrebbero affidare il mandato ai legali Albano e Malagnini  per la difesa presso il Collegio Arbitrale. In vista dell'incontro tra il Collegio e gli arbitri che potrebbe concretizzarsi prima di Natale, la squadra avrebbe chiamato a testimoniare anche Ancelotti, il direttore sportivo Giuntoli e il team manager De Matteis. Il tutto per certificare i regolari allenamenti della squadra nel periodo successivo alla notte del match col Salisburgo.