"Ci vuole rispetto, rispetto e rispetto". Perché il concetto sia abbastanza chiaro, Edoardo De Laurentiis, il vice-presidente del Napoli che Lorenzo Insigne affrontò affermando "dici a tuo padre che ce ne andiamo a casa", lo ripete per ben tre volte e con decisione. Il club non ha alcuna intenzione di recedere dalla posizione nei confronti della squadra, degli ammutinati, del gruppo che oggi prova a mediare, dell'allenatore che il giorno prima della ribellione aveva pubblicamente dichiarato di "non essere d'accordo con il ritiro". Anzi, quale sia la portata del dissidio e dei toni tra le parti lo spiegano le frasi pronunciate dal dirigente partenopeo che interrompe il silenzio stampa e chiarisce la propria idea di ‘uomini e leader all'interno dello spogliatoio'. Lo fa aprendo il libro dei ricordi, azionando il rewind e tornando ai tempi del Napoli ‘eroico' che stava scalando la montagna dopo essere precipitato a valle nella geografia del calcio.

Il Napoli di Montervino e Calaiò era una squadra con le palle – ha aggiunto De Laurentiis junior nel corso della presentazione dell'evento ‘4-4-2, la fiera del calcio" in programma a Napoli a giugno -. I calciatori sono dipendenti e pur guadagnando tanti soldi devono avere più rispetto per la città e la maglia. Ce ne vorrebbero in tante squadre di capitani come Montervino. Mi ricordo una sua telefonata a mio padre: ‘Presidente, ma possiamo tornare dalle nostre mogli? Sono quattro settimane che non le vediamo'. Con il buon senso si ottiene tutto, bisogna rispettare il posto di lavoro.

Quanto accaduto nello spogliatoio dopo la gara di Coppa con il Salisburgo (dalla lite al rifiuto della rosa di seguire le direttive della società) è un ferita ancora aperta. Rammentare quei momenti è come spargere sale su quelle lesioni che difficilmente saranno sanate. Lo strappo è stato violento e ha lasciato lacerazioni impossibili da ricucire. Si cercherà di riannodare i fili alla meglio, perché è novembre, perché la fine della stagione è lontana e perché non si buttare a mare il traguardo Champions vitale per tanti fattori.

Il calcio dovrebbe essere un mondo vero, un mondo pulito che insegni ai ragazzini e funga da aggregante – ha aggiunto Edoardo De Laurentiis -. Ci vorrebbero figure così negli spogliatoi del calcio italiano. Lo stipendio mensile va rispettato, va onorata la maglia e la città. Il tifoso viene allo stadio per il giocatore quindi ci vuole rispetto, rispetto e rispetto.