Ed è arrivato il giorno dell'azione da parte del club azzurro di Aurelio De Laurentiis che, entro i termini previsti dalle norme, ha deciso di intervenire in modo chiaro nei confronti dei propri giocatori, colpevoli di aver rifiutato il ritiro richiesto dalla società. L'"ammutinamento" avvenne il 5 novembre, entro la settimana scadrebbero i tempi per una eventuale sanzione da parte del Napoli e oggi, non a caso, sono state scritte e spedite le lettere ai vari tesserati perché arrivino in tempo. Ovviamente, si è allo scontro totale, perché ogni giocatore avrà diritto di rispondere, attraverso i propri legali e ricorrere in appello contro qualsiasi pretesa del club.

Insomma, alla vigilia di una trasferta delicatissima, a Liverpool per la difesa della qualificazione agli ottavi di finale di Champions – gara alla quale il presidente ha deciso da tempo di non assistere confermando la spaccatura – l'aria attorno al Napoli sta diventando incandescente. De Laurentiis ha dato mandato ai propri legali di inoltrare ventiquattro lettere di contestazione, tante quanti i giocatori della rosa, per essere notificate tra qualche giorno, probabilmente al ritorno da Liverpool.

Sanzioni ad personam: chi sono i giocatori maggiormente puniti

Queste comunicazioni dovrebbero essere individuali così come le sanzioni, che dovranno essere differenti da calciatore a calciatore. Le sanzioni maggiori, così come trapela da diversi organi di informazione tra cui ‘il Mattino', saranno per i calciatori che da subito sono apparsi quali promotori del  boicottaggio azzurro. Stando alle cronache e alle indiscrezioni, sono quattro: AllanMertensCallejonInsigne.

Perché scende in campo anche l'Assocalciatori contro il Nsapoli

La controffensiva è però già in atto: i giocatori si sono attivati attraverso i procuratori per capire quali potrebbero essere i margini per opporsi ai provvedimenti richiesti da De Laurentiis. Dunque, una volta ricevuta la comunicazione della società, partiranno i ricorsi. Oltre alla tutela legale singola ci sarà anche l’Assocalciatori che tutelerà gli interessi dei tesserati, rivalendosi sul fatto che la decisione di un ritiro deve essere comunicata con una certa ritualità e formalità. De Laurentiis, avrebbe diffuso la notizia soltanto attraverso la radio ufficiale e quindi non in maniera canonica.

Il danno e la beffa: da dove nasce la rabbia di De Laurentiis

La rabbia di De Laurentiis è scaturita non solo per la scelta del gruppo di non accettare il ritiro o ogni altra decisione del club. Il presidente ha perso le staffe perché la rivolta è arrivata dopo diversi colloqui diretti con gli stessi giocatori. Prima della gara con l'Atalanta e alla vigilia del match con la Roma quando il patron era venuto incontro alle richieste economiche dei premi sia per l'accesso agli ottavi che per la conquista della zona Champions.