Il Napoli progetta il proprio futuro non solo in campo. Sono giorni importanti per il club partenopeo che lavora anche in ottica stadio, un capitolo sempre aperto con il Comune della città. E proprio nel giorno della firma per la nuova convenzione sul San Paolo, Aurelio De Laurentiis ha voluto rilasciare anche alcune dichiarazioni relative alle situazioni contrattuali di alcuni suoi giocatori. Come Dries Mertens, il belga che nei giorni scorsi era stato avvicinato ad un accordo ulteriore con gli azzurri, in pratica un ultimo grande rinnovo per chiudere la carriera sotto il Vesuvio.

La ‘questione' Mertens

Invece, il patron dei campani ha lasciato tutti fermi a guardarlo giocare in contropiede. Per Mertens, l'intenzione è di sedersi a parlare e lavorare su una possibile trattativa ma il Napoli – parole di De Laurentiis – non è disposto a fare sforzi importanti. In pratica, se il belga vuole o spera in un rinnovo al rialzo ha sbagliato strada e può tranquillamente accomodarsi a fine stagione alla porta: "Se la questione è economica, può andare in Cina".

DeLa e le ‘marchette' cinesi

Parole lapidarie che frenano le buone notizie e le ottime intenzioni che sembravano susseguirsi tra giocatore e club nei giorni passati. Lo ‘stop' di De Laurentiis appare quasi come un campanello d'allarme, ribadendo un suo vecchio adagio: chi comanda è il club non giocatori o procuratori. "Non sono disposto a fare sforzi importanti, ogni giocatore ha un suo valore a seconda di dove gioca e che età ha. Se poi un giocatore vuole andare a fare le marchette in Cina perché viene strapagato questo è un problema suo, per me può anche andarsene senza problemi".

La proposta del Napoli: triennale alle stesse cifre

Dries Mertens come si sa, arrivato a Napoli nel 2013, ha un contratto in scadenza a giugno 2020 e dunque è tempo di ragionare su un possibile rinnovo dell'attuale accordo evitando eventualmente, partenze a parametro zero. Sia il belga che la società campana nelle scorse settimane apparivano all'unisono concordi che si potesse trovare la via giusta: un prolungamento di altri tre anni, con gli stessi emolumenti (4 milioni netti). In pratica, un contratto fino a fine carriera per chiudere in azzurro e non salutare in anticipo.