Grazie a tutti i dipendenti della SSC Napoli. Un abbraccio speciale a Tommaso perché torni presto. Grazie ai giocatori. Grazie a tutti quei tifosi che ci hanno sostenuto sempre. Grazie alla città che ha visto nascere i miei figli.

Carlo Ancelotti ha lasciato questa mattina il centro di Castel Volturno: ha ritirato gli effetti personali e ha chiuso definitivamente l'avventura a Napoli. È terminata in maniera amara, brusca (con l'esonero arrivato ieri sera, dopo la qualificazione agli ottavi di finale di Champions) e soprattutto inattesa rispetto alle ambizioni e alle aspettative anche personali. A condividere l'avventura con il tecnico di Reggiolo c'era suo figlio Davide, nei panni di vice e di più stretto collaboratore. Ed è proprio di Ancelotti jr il messaggio di commiato pubblicato su Twitter e rilanciato all'interno di una story dalla moglie. "Sei un esempio come papà e come professionista", ha scritto la donna con tanto di cuore a margine.

Nessuna polemica da parte di Davide Ancelotti: nel giorno dell'addio ha voluto dedicare un pensiero speciale al magazziniere (molto amato anche dai calciatori), Tommaso Starace, alle prese con problemi di salute che lo hanno tenuto lontano dal lavoro quotidiano, dal Napoli che è un po' la sua seconda casa. E Napoli è stata, anche se per una parentesi, anche la seconda casa del giovane tecnico: conserverà un ricordo particolare della "città che ha visto nascere" i suoi figli.

Luci e ombre hanno scandito la permanenza e il lavoro del ‘ragazzo' in azzurro: fu lui che, dopo averlo studiato con attenzione, definì un ottimo acquisto l'ingaggio di Fabian Ruiz dal Betis Siviglia; ed è stato lui a essere finito nel mirino di alcuni calciatori che all'interno dello spogliatoio mal tolleravano determinate dinamiche di allenamento e metodologie di lavoro. Tutto finito con ieri sera. La vita va avanti, fino alla prossima sfida.