Il Napoli fallisce l'appuntamento con i tre punti anche contro l'Udinese, resta impantanato ai margini dei posti di classifica che contano e vede allungarsi a nove la striscia di partite senza vittorie. E' in questo contesto che la posizione di Carlo Ancelotti si fa ancora più critica. Il ritiro chiesto ed ottenuto dal tecnico emiliano dopo la sconfitta con il Bologna non ha sortito effetti sul piano del risultato e solo in parte su quello della prestazione, dignitosa nel secondo tempo. L'eventualità di un cambio in panchina, impensabile solo fino ad un paio di mesi fa, diventa a questo punto un'opzione possibile. Ma con riserva.

Da Udinese-Napoli a Napoli-Genk: tempi stretti

Il calendario fitto impone prudenza al Napoli e mette un freno a qualsiasi decisione drastica. Martedì sera gli azzurri si giocheranno il passaggio agli ottavi di finale di Champions League nell'ultima giornata della fase a gironi, contro il Genk. I tempi sono materialmente troppo stretti per operare un delicato cambio in panchina, ancor di più in vista di un impegno cruciale nell'ottica degli obiettivi societari. Basta un punto per centrare il passaggio del turno e nelle idee del Napoli la sfida va preparata senza scossoni, con Ancelotti al timone.

Il Napoli e Ancelotti: le valutazioni dopo il Genk

E' evidente, però, come la situazione complessiva imponga delle riflessioni. Il Napoli ha sempre ritenuto Carlo Ancelotti la miglior soluzione possibile per uscire dalla crisi, anche nelle settimane più turbolente. Ma a fronte di un rendimento altamente deficitario – solo cinque punti conquistati sugli ultimi 21 disponibili in campionato -, del feeling traballante con il gruppo e in vista di un cammino stagionale ancora molto lungo, dopo il Genk si aprirà una fase di attenta valutazione. Ancelotti ha poco più di tre giorni per dimostrare di poter essere ancora l'allenatore migliore per il Napoli.