Carlo Ancelotti è avvisato. Aurelio De Laurentiis non attenderà oltre le partite contro Milan (alla ripresa del campionato) e Liverpool in Champions. Il presidente ha ribadito la fiducia al tecnico ma a termine: o il Napoli inverte la rotta oppure potrebbe arrivare la decisione dell'esonero. Sempre che non sia lo stesso tecnico a rassegnare le dimissioni raggiungendo un accordo economico, trattando la buonuscita per lasciare il club nell'interesse (economico) di entrambe le parti. La strada, però, è tracciata: impossibile pensare che resti anche nella prossima stagione e se l'addio non verrà accelerato dagli eventi, arriverà al termine del campionato.

La posizione di Ancelotti è in bilico

De Laurentiis avrebbe sollevato il tecnico dall'incarico anche prima della partita col Genoa ma i suoi più stretti collaboratori hanno suggerito cautela e riflessione maggiore rispetto a una reazione comprensibile ma d'impulso e col rischio di aggravare una situazione da ricondurre in un solco gestionale senza ulteriori strappi. La sortita in conferenza stampa di Ancelotti ("non sono d'accordo con il ritiro") anticipò di fatto l'ammutinamento della squadra che sarebbe scoppiato dopo la gara di Champions con il Salisburgo. Il presidente ha incassato il brutto colpo arrecato alla sua figura e all'immagine del club poi incaricato i suoi avvocati di studiare eventuali azioni giudiziarie attraverso le quali rivalersi – come da contratto e previsto dalla legge – nei confronti dei giocatori.

La strategia legale del presidente contro gli ammutinati

La parte legale, però, è solo un aspetto della strategia del patron che non ha alcuna intenzione di perdonare l'insubordinazione, la gazzarra e più ancora il tradimento perpetrato proprio da quei calciatori che fanno parte del gruppo storico. I capi della congiura verranno tagliati e allontanati. Nulla verrà risparmiato ad alcuno. E soprattutto verranno ceduti, che l'allenatore sia d'accordo o meno non importa: De Laurentiis ha deciso di fare piazza pulita e con quelle cessioni in buona parte colmerà il disavanzo che potrebbe scaturire dalla mancata qualificazione in Champions. In quel caso il danno sarebbe davvero ingente con un conseguente rischio di maggiore ridimensionamento dei programmi sportivi.

I calciatori da cedere tra gennaio e giugno, quanto può ricavare il Napoli

Chi sono i calciatori da cedere, quanto guadagnano attualmente e quale potrebbe essere la somma complessiva (considerando il valore di mercato) determinata dal ‘taglio' degli ammutinati? Nelle casse del Napoli potrebbero entrare circa 300 milioni di euro.

  • Dries Mertens e José Callejon che hanno il contratto in scadenza a giugno 2020 e potrebbero lasciare la maglia azzurra già a gennaio. Il primo dirigendosi all'Inter, il secondo raggiungendo in Cina Rafa Benitez. Entrambi hanno un valore di mercato (secondo le indicazioni di Transfermarkt) importante ma depauperato dalla scadenza contrattuale a giugno: 20 milioni per lo spagnolo, 25 milioni per il belga (seguito dall'Inter). Difficile, però che siano questi gli importi più lecito pensare che siano circa 20 i milioni che si possono ricavare per entrambi. Ai quali andrebbero ad aggiungersi anche circa 4 milioni di euro di risparmio sugli ingaggi degli ultimi 6 mesi di contratto.
  • Koulibaly (contratto fino al 2023) – valore di mercato 75 milioni. Ma nel contratto del calciatore è inserita una clausola rescissoria di 150 milioni che si attiva dal 2020. Difficile anche in questo caso che sia tale la somma per la cessione, più ragionevole pensare che la cifra si attesti sugli 80/90 milioni.
  • Allan (contratto fino al 2023) – valore di mercato di 60 milioni.
  • Lorenzo Insigne  (contratto fino al 2022) – valore di mercato 65 milioni.
  • Faouzi Ghoulam (contratto fino al 2022) – valore di mercato 23 milioni.
  • Hysaj (contratto fino al 2021) – valore di mercato 18 milioni.