La gioia del calcio in rosa: il Napoli vola in Serie A

Festa Napoli
Napoli Calcio Femminile finalmente vola Serie A. E a fine maggio contro la Torres può arrivare una storica finale di Coppa Italia.

Un sogno diventato realtà. La festa del Napoli Calcio Femminile di sabato scorso ha qualcosa in più del semplice successo sportivo perché ottenuto con alcune caratteristiche che neanche il più noto Napoli Calcio, in questo momento, ha. L’aspetto più importante è l’ossatura della squadra, che proviene quasi interamente da un vivaio che ha saputo puntare e lavorare su una generazione di talenti. E non solo. Le tartarughine azzurre hanno saputo accumulare record su record senza mai perdere la testa, senza mai la convinzione che il campionato fosse virtualmente già chiuso con largo anticipo, e con un’umiltà che difficilmente si vede perfino nei campi della massima serie maschile.

Un campionato mai in discussione. C’è poco da dire sul ruolino di marcia delle ragazze allenate da Peppe Marino. Quando si vincono diciassette gare su diciotto, la parola “trionfo” è perfino riduttiva. Perfino in Coppa Italia, dove il regolamento prevede gare secche e senza supplementari, il Napoli non ha trovato rivali. Sono cadute all’inizio della stagione Bari e Real Marsico, poi a dicembre è stato il turno dell’Orlandia. A gennaio, nello stesso giorno in cui il Napoli maschile eliminava l’Inter e si regalava la semifinale, succedeva lo stesso a Roma, con il Napoli femminile impegnato nell’ostica trasferta contro una squadra di Serie A di altissimo livello come la Lazio. Non è bastato il blasone, anche le biancocelesti hanno dovuto lasciare la competizione, consentendo così al Napoli di centrare la semifinale del 26 maggio, quando al Tony Chiovato di Bacoli arriverà addirittura la Torres, una sorta di corazzata indistruttibile che in Serie A è già lanciatissima verso lo scudetto, con 7 punti di vantaggio accumulati sul Verona secondo in classifica, travolto proprio sabato scorso nello scontro diretto per 0-4.

Ma se la vittoria sulla Lazio di gennaio costituisce il fiore all’occhiello di questa stagione, almeno in attesa della partita contro la Torres, in campionato non c’è stata praticamente storia. Si sono dovute arrendere sia all’andata che al ritorno tutte le squadre, alcune delle quali con punteggi tennistici: 8-1 al Civitavecchia, 7-0 al Real Marsico, 8-0 al Fiano Romano..punteggi che lasciano poco o nulla alle speranze delle inseguitrici, rassegnatesi velocemente a lottare per il secondo posto che valesse almeno i playoff. E anche quando, inevitabilmente, c’è stato un calo fisico per un campionato giocato ad altissimi livelli, c’è stato il cuore azzurro a fare la differenza. Emblematica la partita di Palermo: quinta di ritorno, le tartarughine sono sotto per la rete di Gabriella Settecasi, che su punizione beffa Kate Loomis. Dieci minuti dopo, Maria Caramia riagguanta il pari, che potrebbe anche bastare per la classifica e che forse un’altra squadra avrebbe difeso. Invece no. Al pareggio di Caramia, il capitano Valentina Esposito si precipita a raccogliere il pallone dalla porta, anche a costo di scontrarsi col portiere avversario. L’arbitro, fiscalmente, la ammonisce per la seconda volta e la espelle. E anche qui, qualunque altra squadra, penserebbe a difendere il punto in trasferta. Qualunque altra, ma non il Napoli, che si lancia all’assalto e trova le reti che fissano il punteggio sul 3-1 finale prima con Valeria Pirone e poi con un rigore di Rossella Vitale. La Res Roma, che fino ad allora ha inseguito nella speranza di un calo fisico accompagnato da punti persi, si arrende sette giorni dopo: ancora 3-1, senza il capitano azzurro squalificato, e vantaggio che schizza a +11. Game over sui giochi promozione, anche se la matematica ha dato il via libera ai festeggiamenti solo sabato scorso, dopo un 5-1 casalingo all’Acese.

Generazione di fenomeni. E’ sconvolgente l’età media della squadra azzurra. Basta pensare che il bomber Maria Caramia, qualcosa come 78 gol in 75 partite in Serie A2 prelevato dal Francavilla a inizio stagione, con i suoi 29 anni è la più “anziana” del gruppo. Valentina Esposito, il capitano azzurro, alfiere e bandiera della squadra, ne ha 26. Valeria Pirone, l’unica giocatrice di Serie A2 ad essere convocata già da due anni in Nazionale Maggiore, ne ha 23. Nell’Under-20, spiccano le azzurre Elisa Lecce e Roberta Filippozzi. Ma sono solo la punta di un iceberg. Il vivaio azzurro è uno dei più prolifici anche se paragonato a quelli di Serie A. In difesa, tra le giocatrici con più esperienza c’è Manuela Rapuano, 19 anni. Nello stesso ruolo, pronte a subentrare ci sono Martina Canonico (17 anni compiuti pochi giorni fa) e Ramona De Rosa (prossima ai 18 anni). O anche Roberta Diodato, neo-maggiorenne, che ha anche marcato uno dei 5 gol nella festa promozione contro l’Acese. Lo stesso mister non arriva ai 30 anni: Geppino Marino, napoletanissimo, 29 anni compiuti il 14 marzo, ha guidato la squadra allo storico traguardo con l’unico problema di gestire, in alcuni casi, l’invidia di colleghi più avanti con gli anni che, invece, hanno arrancato.

La Torres in semifinale di Coppa, sognando la finalissima di Roma. La semifinale di Coppa Italia, ciliegina sulla torta di una stagione dove sono stati letteralmente distrutti tutti i record, vedrà di fronte la Storia del calcio femminile contro il nuovo che avanza. Da un lato, le ragazzine terribili del Napoli, dall’altro lo squadrone per antonomasia, che in Patrizia Panico ha il suo massimo esponente. Non ha bisogno di presentazione, la centravanti laziale: in campionato vanta qualcosa come 173 reti in 127 presenze. Punto fisso della Nazionale italiana, è tra le ambasciatrici internazionali del calcio femminile italiano. In porta, le sarde conteranno anche sull’ex-portiere azzurro Alice Pignagnoli, che in molti rivorrebbero nelle fila delle tartarughine in Serie A. Ma al di là dei singoli nomi, lo squadrone sardo può contare su una rosa che comprende tantissime nazionali di tutte le età, oltre a storia, blasone e prestigio. Già vincitrice della Supercoppa Italiana, uscita agli ottavi di Champions League ed ad un passo dallo scudetto, le rossoblù cercheranno di portare a casa anche la Coppa Italia, che solo nel calcio maschile viene considerata un “fastidio” per i club. Il Napoli dovrà fornire la migliore prestazione possibile, anche perché al di là del risultato, si tratta di un banco di prova importantissimo per capire quanta distanza c’è tra le Azzurre e le sarde. Quattro anni fa finì 0-8 al Tony Chiovato. Ma erano altri tempi, una corazzata di A sfidava una matricola di B, tre categorie di differenza e si videro tutte. Stavolta l’impresa può riuscire.

26 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views