Le polemiche e le critiche dei giorni scorsi sono ormai acqua passata. In attesa della trasferta di Champions League a Salisburgo, il Napoli si è ripreso vittoria e tre punti contro l'Hellas Verona al termine di una partita difficile nei primi quarantacinque minuti e poi più semplice nella ripresa. "Il risultato è importante per ripulire l'ambiente da certe scorie – ha dichiarato Ancelotti a Sky Sport, al termine della gara del San Paolo – La partita è stata ben controllata".

"Il Verona è una squadra fisica e abbiamo sofferto nel primo tempo ma la gestione della partita è stata buona – ha aggiunto il tecnico partenopeo – In questi momenti è importante manifestare solidità e maturità. Delle volte quando non difendiamo con il 4-4-2 e portiamo gli esterni sui centrali non sempre ci sono i tempi giusti, per questo abbiamo sofferto. Nel secondo tempo ci siamo abbassati un po' e abbiano difeso meglio".

Gli applausi a Milik e Insigne

Ironia della sorte, l'uomo decisivo contro l'Hellas Verona è stato quel giocatore che aveva dato il via ad una settimana di passione con le sue parole che avevano fatto trasparire un certo malcontento verso l'allenatore: "Milik ha avuto un problema ad inizio stagione che ha risolto, da poco sta ritrovando fiducia e convinzione. In nazionale è stato importante per cambiare la chimica".

Carlo Ancelotti si è poi soffermato sull'ennesima prestazione positiva di Di Lorenzo e su quella di Lorenzo Insigne: tornato in campo dal primo minuto, dopo la tribuna ‘punitiva' di Genk: "Di Lorenzo è una sorpresa sa fare tutto con molto umiltà. E la fa con molta semplicità per questo gli vengono bene – ha continuato il tecnico del Napoli – Insigne? Tutto era stato già chiarito dopo che è andato in tribuna. La sua serenità è molto importante soprattutto per il gruppo".

La battuta su Ibrahimovic

"Stasera chiamo Zlatan. Siamo qui ad aspettarlo. Poi vi farò sapere", ha commentato con ironia l'allenatore del Napoli legato da tempo da stima all'attaccante svedese che nei giorni scorsi s'era detto pronto a tornare in Italia e magari a giocare con gli azzurri di Ancelotti.