Lo striscione esposto nella notte in pieno centro città da alcuni tifosi del Napoli, ha ridato fiato ad un malessere che dura da settimane e che inevitabilmente si è poi trasferito anche allo stadio Stirpe, dove la squadra di Ancelotti ha vinto 2-0 grazie alle reti di Mertens e Younes. I cori degli ultrà, che hanno contestato società e giocatori, e l'episodio della maglia di Callejon, hanno colpito anche lo stesso tecnico partenopeo.

"I giocatori erano un po' dispiaciuti e sono rimasto sorpreso anche io – ha spiegato Ancelotti in conferenza stampa – Ai ragazzi si può rimproverare di tutto, ma non impegno e professionalità. Non solo quest'anno, ma anche negli anni scorsi mi è sembrato irreprensibile. La contestazione per me è una sorpresa. Se la gente si lamenta è uno stimolo a fare meglio. Il progetto è chiaro, va avanti da tanti anni con questa società, provando a migliorare anno per anno, facendo il passo quanto la gamba".

Il mercato e Mertens

"Se la gente si aspetta il giocatore da 10mln di stipendio è giusto che si sappia che non arriva, ma possono arrivare tanti altri bravi come sono arrivati quest'anno – ha continuato l'allenatore del Napoli – La dirigenza è competente, si lavora insieme con la proprietà che mette i soldi, le cose si fanno bene quando si fanno insieme. Non sarà una campagna acquisti mia, ma di persone che lavorano e che vogliono bene al Napoli".

Durante l'incontro con i giornalisti, Ancelotti ha poi assicurato la permanenza di Dries Mertens: "Ci sarà nel futuro del Napoli? Sì, certamente sì. Quest'anno ha fatto bene, gestito al meglio ogni situazione. E' un giocatore importante per l'atteggiamento che riesce a trasmettere ai compagni, al di là del campo. Lo vedo sempre bene, anche quando gioca male – ha concluso – Dà tutto, lavora molto per la squadra, mi piace molto il suo atteggiamento, anche quando si arrabbia e non gioca. Complimenti a lui che ha raggiunto Maradona, se lo merita per quel che fa".