Fallo da ultimo uomo commesso per interrompere una chiara occasione da rete. Ecco perché, da regolamento, l'arbitro Fabbri – su esatta segnalazione del Var – ha fatto bene a cambiare la propria decisione nei confronti di Cuadrado aggravando la sanzione [da cartellino giallo a rosso]. Ecco perché il colombiano è stato espulso per l'intervento su Lazzari partito in contropiede.

Il fallo di Cuadrado su Lazzari è l'episodio da moviola chiave

L'episodio da moviola più interessante e importante di Lazio-Juventus capita al 67°, suscitando le proteste prima di Maurizio Sarri in conferenza stampa ["non era chiara occasione da gol"] poi quelle del capitano, Leonardo Bonucci, che arriverà a parlare di "decisioni arbitrali penalizzanti". Ecco cosa è successo e quali sono i punti salienti dell'azione.

  • Il contropiede della Lazio. La squadra di Inzaghi sorprende la Juventus, ruba palla a centrocampo e scatta in ripartenza con Lazzari che ha campo aperto dinanzi a sé ma viene contrastato e atterrato da Cuadrado.
  • L'arbitro Fabbri ammonisce Cuadrado. E' la prima sanzione che il direttore di gara commina al calciatore della Juventus dopo aver fischiato il fallo tra le proteste dei laziali che chiedevano il cartellino rosso.
  • Il Var richiama l'arbitro alla on-field-review. Dalla cabina di regia Irrati segnala a Fabbri che l'episodio merita di essere rivisto con maggiore attenzione perché sviluppo dell'azione, posizione in campo dei calciatori [non solo Cuadrado e Lazzari] richiedono una valutazione più approfondita per un possibile ‘DOGSO' che ne regolamento è l'acronimo di Deny an Obvious Goal Scoring Opportunity, che in italiano viene definita chiara occasione da rete.
  • Fabbri rivede l'azione ed espelle Cuadrado. Il direttore di gara cambia la decisione dopo aver verificato personalmente la dinamica dell'azione con l'ausilio della moviola in campo: è una chiara occasione da rete quella interrotta e non un'azione potenzialmente pericolosa, quella che nel gergo del regolamento viene definita ‘SPA', Stopping a Promising Attack.

Perché da regolamento è giusta l'espulsione di Cuadrado col Var

Chiara occasione da rete [DOGSO] e non azione potenzialmente pericolosa [SPA], è questa la discriminante che ha spinto Irrati al Var a intervenire su Fabbri nella valutazione dell'intervento commesso da Cuadrado non certamente la vigoria sproporzionata del tackle su Lazzari. La decisione è corretta in base ai parametri inseriti nel regolamento e che fanno riferimento all'episodio in questione:

  • La distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta. Il primo difendente (Matuidi) è alle spalle di Lazzari e a circa dieci metri di distanza; il calciatore della Lazio ha il campo spalancato davanti.
  • La direzione generale dell’azione di gioco. Secondo la versione della Juventus Lazzari era in posizione defilata sulla destra, non puntava direttamente verso la porta in linea retta. Un'ipotesi smentita dal Var e dall'arbitro perché nello sviluppo stesso dell'azione il calciatore avrebbe potuto anche cambiare direzione.
  • La probabilità di mantenere o guadagnare il controllo del pallone. Lazzari aveva la palla tra i piedi, correva verso la porta e aveva il controllo della sfera a breve distanza dal suo corpo.
  • La posizione ed il numero dei difendenti. E' l'ultimo criterio utile nella valutazione complessiva: qualche calciatore della Juventus poteva ancora intervenire su Lazzari? A giudicare dalle immagini no perché nella metà campo bianconera ve ne sono un paio, il più vicino – ma comunque distante una decina di metri – è Matuidi mentre l'altro è ancora un po' indietro e affiancato da un paio di giocatori della Lazio.