L'episodio da moviola in Juventus-Bologna capita in pieno recupero con i bianconeri in vantaggio per 2-1. Protagonista dell'azione discussa è Matthijs de Ligt per un tocco di braccio che stoppa di fatto la palla e ne smorza la traiettoria in area di rigore, impedendo al calciatore dei rossoblù di ricevere la sfera a pochi passi da Buffon. Gli emiliani chiedono il calcio di rigore, l'ex Ajax scuote la testa e si discolpa, Ronaldo fa segno a Irrati che quel movimento è involontario. Passano pochi minuti, il tempo che il direttore di gara abbia un conciliabolo con gli assistenti al Var e poi faccia continuare il gioco regolarmente.

Perché l'arbitro non ha dato rigore al Bologna per il tocco di braccio di de Ligt

La motivazione più plausibile è che il direttore di gara, coadiuvato dagli assistenti al Var, abbia ritenuto involontario e soprattutto congruo con il movimento del corpo quello del braccio del calciatore che ha impattato il pallone in area di rigore dopo averlo svirgolato col piede. Succede tutto nella fase più calda della partita, quando il Bologna è proteso in attacco alla ricerca del pareggio e alla fine del match mancano una manciata di minuti nel recupero. La Juventus ha la vittoria in pugno ma tra il 91° e il 92° trema: i rossoblù arrivano sul fondo, c'è un cross effettuato dalla destra da Skov Olsen sul quale l'ex difensore dell'Ajax, de Ligt, prova a intervenire per allontanare il pallone. La sfera gli rimbalza davanti e prende velocità, l'olandese è fuori tempo e non può arrestare il movimento: capita così che venga deviata prima da un piede e poi caramboli sul gomito. Un episodio dubbio che arbitro e Var risolvono optando per l'involontarietà.

Cosa dice il regolamento? In base alle nuove norme, quelle relative al tocco di mano/braccio in scivolata, il caso de Ligt sembra corrispondere all'ipotesi numero tre rispetto a quelle contemplate dalle prescrizioni: 1) se tocca la palla con il braccio in appoggio, e questo è attaccato al corpo, non è fallo; 2) se il braccio in appoggio è però lontano dal corpo è fallo; 3) se tocca con l’altro braccio, e questo è lontano dal corpo, è fallo. Nell'episodio specifico a salvare l'olandese è stato l'aver svirgolato la palla col piede sinistro, che nella valutazione complessiva ha fatto sì che quell'intervento goffo non fosse considerato infrazione ("a meno che il calciatore non giochi intenzionalmente il pallone che poi tocca le mani-braccia", come indicato dal regolamento).

La spinta di Pjanic nell'azione del raddoppio della Juventus

C'è ancora un altro episodio che ha sollevato le proteste del Bologna. Capita in occasione del vantaggio della Juventus segnato da Pjanic. Questa volta le proteste dei calciatori emiliani fanno riferimento a una presunta spinta del bosniaco ai danni di un avversario nel corso dell'azione che porterà poi lo stesso Pjanic alla battuta e al gol da dentro l'area di rigore. Per Irrati l'azione non è viziata da alcun fallo e quindi la sua valutazione del contatto estromette di fatto il Var. C'è ancora un altro particolare da considerare: dopo lo spintone contestato il Bologna torna in possesso del pallone e lo gioca azzerando di fatto la fase di possesso in attacco sulla quale invece il Var potrebbe intervenire.