Mourinho vs. Ferguson: i due litiganti e la coppa dalle grandi orecchie

La pensione può aspettare – La notte (e che notte) sarà tutta per loro. Niente e nessuno potrà mai portar via la scena ai due allenatori che questa sera, alle 20.45, incroceranno i loro sguardi e metteranno in campo il meglio del calcio europeo: due corazzate del calcio continentale, seguite e ammirate da milioni di tifosi in tutto il mondo. Sarà la sfida tra le "icone" Cristiano Ronaldo e Robin Van Persie ma sarà, soprattutto, il "duello" tra chi ha saputo guidarle in vittorie straordinarie: Josè Mourinho ed Alex Ferguson. Amici e nemici da sempre, cane e gatto del football europeo, Mou e Sir Alex sono all'ennesimo incrocio da "dentro o fuori": fin quì i precedenti hanno sorriso al portoghese anche se, nell'ultimo duello a vincere fu proprio l'avversario che, dopo lo 0 a 0 di San Siro, riuscì a superare i nerazzurri, guidati da Mou, con una vittoria all'Old Trafford. Altri tempi, altre squadre. Era l'Inter "pre Triplete" di Zlatan Ibrahimovic, Adriano e Balotelli, erano i primi passi di un tecnico che avrebbe lasciato un segno indelebile nella storia del club milanese e una lista infinita di polemiche con il resto dell'Italia calcistica. "Saranno contenti per l'eliminazione della mia squadra", disse con il suo solito fare da spaccone, l'attuale tecnico del Real Madrid. Stasera saranno nuovamente uno contro l'altro, come negli anni "british" del mister portoghese: quando le polemiche, tra i due, erano boccate d'ossigeno per i tabloid inglese, sempre a caccia di scoop e bufere varie. Convinto di una sudditanza degli arbitri della Premier, nei confronti del "Man U", Josè ebbe a dire con il suo solito sarcasmo: “Ogni tanto sembra vietato fischiare un rigore contro di loro". Una dichiarazione che non tolse il sonno a "Sir Alex" che, con altrettanto aplomb, rispose: “Josè dovrebbe tapparsi la bocca per il resto della stagione".
In alto i calici – Delle sfide dialettiche tra i due allenatori, si potrebbe tranquillamente scrivere un libro. Pagine e pagine di dichiarazioni di guerra e di tregue firmate davanti ad un buon bicchiere di vino. Prima di arrivare in Italia, Mou si fece le ossa in Premier, dove se non stai al tuo posto, ti bastonano con la carta stampata. Il "duro" Ferguson ne sa qualcosa. Come quella volta che, nel 2003, lanciando una scarpa da calcio contro David Beckham fece scoppiare un caso nazionale, mettendo in imbarazzo il club di Manchester. I curriculum dei due, è pieno zeppo di episodi "borderline": violente polemiche con colleghi (Mourinho versus Wenger e Rijkaard nel 2005) e discutibili metodi e cazziatoni nei confronti dei propri giocatori (il mitico "hairdryer" di Sir Alex, venne ricordato così da Mark Hughes, ex giocatore dello United: "Ti si pianta davanti, a due centimetri dalla faccia, e comincia ad urlare tanto forte che, quando ha finito, ti ritrovi i capelli pettinati all'indietro"). Oggi, però, a pochi anni dalla "pensione" (almeno per lo scozzese) il clima sembra essere diverso. Mourinho vorrebbe chiudere l'esperienza spagnola regalando la decima coppa ai "Blancos" e regalandosi lo stesso "happy ending" delle esperienze con il Porto e con l'Inter. Per contro, Ferguson vorrebbe scippare il trofeo ai nemici del Chelsea: gli stessi che, nella finale del 2008 a Mosca, scoppiarono a piangere dopo la lotteria dei rigori che regalò il terzo trofeo ai "Red Devils". Una vittoria che consacrò l'abilità "manageriale" dello scozzese e portò sul tetto d'Europa Cristiano Ronaldo che, in quell'edizione di Champions League, chiuse con 8 gol segnati ed un rigore (ininfluente) clamorosamente sbagliato: proprio quello della finale!
Le ultime da Madrid – Oggi CR7 sarà regolarmente in campo, ma con la "camiseta" del Real. I tempi di Manchester, sono ormai lontani per l'ex pupillo di Ferguson che, nonostante qualche piccola crisi, sembra intenzionato a continuare a stupire nella Liga. La sua 21esima tripletta in carriera, gentilmente regalata ai giocatori del Siviglia, è più di un campanello d'allarme per i tifosi del "Man U". Il fenomeno portoghese, sempre più antagonista della pulce catalana, avrà di fronte Robin Van Persie che, in quanto a colpi spettacolari e a montagne di gol, non è da meno. CR7 versus RVP: il titolo pare già fatto. Gli attori protagonisti saranno loro, senza dimenticare i vari Benzema e Rooney, Ozil e Wellbeck: terminali offensivi di due moduli speculari. Mourinho e Ferguson schiereranno, infatti, un 4-2-3-1 con difese ben coperte (nel Madrid è in dubbio Pepe), due mastini a difesa della "mediana" e quattro giocatori offensivi liberi di divertire i tifosi sugli spalti (attesi migliaia di supporters inglesi) e quelli che, comodamente, si godranno la partita sul proprio divano di casa. "E' la partita che tutti stanno aspettando" hanno dichiarato all'unisono Mourinho e Ferguson, nella sdolcinata conferenza stampa pre gara, dove i commenti positivi ed i complimenti (al miele), nei confronti dell'avversario, non sono mancati. Semplice pre tattica, con bluff incorporato, o davvero i due allenatori hanno sepolto per sempre l'ascia di guerra? C'è da pazientare ancora qualche ora per conoscere la risposta.