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Milan, tra i nuovi acquisti di un mercato da 230 milioni non si salva nessuno

Silva, Rodriguez, Musacchio, Kalinic, Conti, Borini, Bonucci, Calhanoglu e Kessiè. Tutti altamente insufficienti in campo quando sulla carta dovevano fare la differenza e trascinare il Milan a giocarsi tricolore e accesso Champions. Oggi, sono tutti elementi senza patria né gloria e con Gattuso alcuni non sono più titolari.
A cura di Alessio Pediglieri
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Gennaro Gattuso lo ha detto nel dopo partita di Verone, persa malamente dal suo Milan 3-0: nessuna magia, non si può cambiare tutto in un paio di settimane. E così i rossoneri sono ripiombati nel tunnel della sconfitta, la settima in 17 gare, tante quante sono state le vittorie in campionato. Un andamento negativo, insufficiente soprattutto a tutelare le scelte di mercato effettuate in estate dove si è speso circa 200 milioni di euro per rifondare una squadra e renderla più forte. Sulla carta. Perché in campo, i miglioramenti non ci sono stati, anzi.

Problema n.1: l'attacco

Andrè Silva, chi?

Ciò che probabilmente ha deluso maggiormente la dirigenza e fa imbestialire i tifosi è l'attacco. Tanto si puntava sul nuovo fenomeno emergente Andrè Silva, punta di diamante di un reparto che aveva cacciato Bacca per far posto al neo acquisto che, in teoria doveva diventare l'uomo-faro offensivo. Invece, in campionato è ancora a secco, segnando solo in Europa. Tanti gol quanti dal giovane Cutrone che dalla sua ha il fatto di non essere costato nulla, dimostrandosi maggiormente duttile a livello tattico e saper andare a segno in ogni competizione.

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Il Kalinic scomparso

Ma i mali in avanti non sono solo per Andrè Silva. C'è anche Nikola Kalinic che è entrato nelle critiche dei tifosi. L'ex viola è stato rincorso per l'intera estate in un tira e molla con la Fiorentina che lo ha visto prima vicino, poi lontano, quindi ancora vicino. Tra certificati medici, ingaggi e perplessità. Perché non è mai stato gradito come arrivo, anche se Montella lo aveva voluto come prima alternativa per puntellare un attacco che avrebbe dovuto scardinare ogni difesa.

Le ali che non volano: Borini, Suso, Bonaventura

Se poi ci si sofferma sulle ali, il discorso cambia di poco perché i vari Bonaventura, Borini, Suso ci sono ma non incidono con continuità. Sarebbero loro coloro che dovrebbero sopperire alla domenica no di un attaccante e invece sembrano subire il trend del momento senza riuscire ad invertire la rotta. L'ultimo arrivato, Borini, addirittura si è reso molto più utile in fase di copertura, dando una mano alla squadra nella fase difensiva. Bene, ma non benissimo.

Problema n.2: la mediana

Nuovi tutti bocciati, ci si affida ai senatori

A centrocampo il discorso cambia di pochissimo perché chi è arrivato in estate ha fino a questo momento deluso. Calhanoglu e Kessiè sono gli imputati numero uno. Assenti, fuori dalla manovra, lenti ed impacciati dopo un avvio promettente. Entrambi si sono vaporizzati di partita in partita incidendo sempre meno e obbligando prima Montella poi  Gattuso a rivedere di buon occhio i ‘senatori', giocatori magari meno incisivi ma più congrui alle necessità. Come Montolivo e Biglia, ad esempio, che almeno riescono a fare ragionare la squadra.

Kessiè, da fenomeno a giocatore qualsiasi

Per l'ex Atalanta, la delusione è al momento totale. In estate è stato al centro di un vero e proprio blitz, sottraendolo alla concorrenza e ponendolo come fiore all'occhiello del nuovo che avanza. Di nuovo c'è tanto, perché il centrocampista visto in azione con Gasperini è davvero un giocatore dalle straordinarie doti e prospettive. Manca però di continuità e in un contesto in cui non serve solamente giocare bene per sè ma anche incidere sulle partite e dedicarsi alla causa del gruppo, ha mostrato tutta la sua attuale immaturità.

Problema n.3: la difesa

Bonucci, leader solo per il costo del cartellino

In difesa le cose sono note: Leonardo Bonucci è il top player del Milan non solo per lo stipendio. Ha esperienza, qualità, carisma necessari per dover trascinare la squadra nei momenti paludosi. Non ha mai rifiutato le responsabilità, come la fascia da capitano, ma ne è stato schiacciato. 40 milioni di investimento che oggi sembrano spesi malissimo senza mai incidere sui risultati, preso di mira dai propri tifosi e dai suoi ex bianconeri per i famosi ‘equilibri' mai spostati in campo.

Conti, Musacchio, Rodriguez: tra sfortuna e delusioni

Insieme a Bonucci, altra delusione è arrivata da Andrea Conti, anche se questa volta non per demerito del giocatore. Che si è subito infortunato ponendo fine alla propria prima stagione rossonera ancor prima di dare il contributo richiesto. Ma se l'ex Atalanta non è attualmente giudicabile, così lo sono altri due new entry, Musacchio e Rodriguez, che hanno dato prestazioni a corrente alternata. Se l'esterno si è distinto a volte per aver dato supporto offensivo, più che difensivo, è Musacchio a non aver convinto: con la difesa a 4 di Gattuso sembra addirittura non rientrare più nei piani del tecnico che gli preferisce Romagnoli.

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