Suso è ad un passo dall'addio al Milan, e i fischi del pubblico di San Siro e le voci su Matteo Politano sono la conferma di questo probabile divorzio tra l'esterno spagnolo e il club rossonero. La deludente prestazione con la Sampdoria, l'ennesima di una stagione cominciata male (con l'esperimento da trequartista provato da Giampaolo) e continuata peggio, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso del popolo milanista: ormai stufo delle prestazioni irritanti dell'ex Liverpool.

Portato in palmo di mano dall'ex presidente Berlusconi, e provato da tutti gli allenatori che si sono alternati sulla panchina del Diavolo (l'unico che decise di lasciare in panchina fu Mihajlovic), il ventiseienne di Cadice ha finito per incidere raramente e diventare un equivoco tattico e un pesante (e obbligatorio) fardello che la squadra ha dovuto portare sulle spalle in nome di un 4-3-3 che non ha quasi mai funzionato.

Un rinnovo che al Milan non piace

Di fronte all'evidente flop di Suso (16 partite in stagione, un solo gol e due assist) e ad una formazione che deve reinventarsi partendo dalla necessità di affiancare un'altra punta a Zlatan Ibrahimovic, la dirigenza del Milan sta dunque prendendo in considerazione l'ipotesi di una cessione già in questo mese: un affare che potrà però andare in porto solo a determinate condizioni, e che potrebbe interessare i top club di Inghilterra, Spagna e Germania.

Nonostante sia arrivato a Milano nel 2015 per una cifra di 500mila euro, Maldini e Boban vorrebbero ricavare dalla cessione di Suso almeno una cifra intorno ai 30/35 milioni di euro: un prezzo più basso di quei 40 milioni che fino a qualche tempo fa i club stranieri erano disposti ad offrire. Il club di via Aldo Rossi eviterebbe così il braccio di ferro con Mino Raiola: pronto a chiedere il rinnovo del contratto in scadenza nel 2022. L'obiettivo dell'agente è quello di ottenere 6 milioni di euro d'ingaggio. Troppi, secondo il Milan, per ‘questo' Suso.