Dopo sole sei giornate di campionato, la stagione del Milan è già arrivata ad uno snodo decisivo. Al termine della partita con il Genoa, il futuro del Diavolo (ma soprattutto quello della sua panchina) verrà infatti deciso. Con o senza Marco Giampaolo. A rischiare grosso è infatti il tecnico di Giulianova: colpevole di alcune scelte sbagliate che hanno mandato in tilt una squadra povera di qualità e carattere.

Intorno alla panchina del Milan è intanto già cominciato il tormentone sul nome del possibile sostituto di Giampaolo. Tra quelli circolati negli ultimi giorni, in pole position ci sarebbero quelli di Rudi Garcia, Arsene Wenger e Claudio Ranieri: tutti e tre liberi da impegni contrattuali e facilmente raggiungibili dalla dirigenza del club milanese. Da questa lista va invece cancellato il nome di Luciano Spalletti.

Il clima irrespirabile

Anche lui inserito nelle "nomination" per la panchina del Milan, il tecnico di Certaldo si sarebbe però auto eliminato dalla corsa al posto di Giampaolo.  Secondo "Il Corriere dello Sport", il mister toscano (ancora sotto contratto con l'Inter fino a giugno 2021, con un contratto da 4,5 milioni di euro netti a stagione) avrebbe infatti rifiutato l'eventuale incarico e risposto alla proposta di Maldini e Boban con un "no, grazie" .

In attesa della risposta del campo, a Casa Milan si stanno vivendo ore di profonda riflessione. La crisi della squadra, oltre a colpire l'allenatore, ha ovviamente convolto anche la dirigenza e gli stessi Maldini, Boban e Massara: messi alla sbarra da critica e tifoseria per un mercato estivo non all'altezza. La situazione rimane dunque molto difficile a tutti i livelli e potrebbe anche degenerare. Ecco perché serve a tutti i costi una vittoria contro il Genoa. Solo con tre punti il clima potrebbe tornare respirabile. Per Giampaolo, ma anche per squadra e dirigenza.