Dopo l'ultima partita a Los Angeles ho parlato subito con Paolo. Ho ricevuto più richieste a 38 anni che a 28. Sono stato sincero e mi sono detto: o cerco un triennale per prendere ancora il massimo oppure scelgo la sfida migliore. Dopo Bergamo c'erano tante chiamate da parte di Boban, ma non è stata una decisione difficile da prendere. Quando ho lasciato sono andato via senza il mio volere. Ora sono qua e faccio tutto per migliorare le cose. Il Milan è come casa mia, mi ha portato dietro la felicità di giocare a calcio.

Sono queste le prime parole del ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic. Il calciatore svedese ha parlato così della sua decisione di ritornare in rossonero e ha ricostruito così la trattativa degli ultimi mesi. Ibracadabra è stato presentato a ‘Casa Milan' dal Presidente Paolo Scaroni, dall'amministratore delegato Ivan Gazidis, dal direttore tecnico Paolo Maldini, dal Chief Football Officer Zvonimir Boban e dal direttore sportivo Frederic Massara. Sul perché della scelta di tornare a Milano l'attaccante classe 1981 ha dichiarato:

Vengo per aiutare il club, possiamo fare molto di più, ma pensiamo una partita alla volta. L'obiettivo è una maratona non un 100 metri sprint. Credo sempre di poter dare il massimo, le cose devono migliorare in campo, Con l'Atalanta la partita non è stata wow… Sto bene, mi sono allenato e l'unica cosa è che non ho toccato il pallone. La sfida  è contro me stesso. Se sto in campo per non dare risultati non serve a niente, meglio mettere un altro. Ma l'obiettivo è continuare come fatto fino ad ora e restare ad alti livelli, segnare e fare assist. So cosa devo fare. Non ho visti molti calciatori a 38 anni tornare in un club così. Ma se mi hanno preso vuol dire che credono in me. Sono contento, è una prova per me per capire se sto facendo la cosa giusta.

Zlatan si è soffermato sul suo affetto nei confronti del Milan e di come affronterà questa nuova parentesi in rossonero:

Il Milan è sempre il Milan, la storia non si cambia. Io sono ancora attivo come calciatore, l'importante è che quello che succede in campo accada lì. Credo al 100% in quello che faccio altrimenti non sarei qui a fianco a queste leggende (rivolgendosi a Boban e Maldini, ndr).. È un peccato non averle in campo.

Ibra: La squadra è cambiata, ma Milan è sempre il Milan

A chi gli chiede una sua impressione sul Milan da fuori, visti i risultati, ha risposto così:

È difficile rispondere perché da fuori non conosci bene le cose. Da fuori ho visto solo i risultati. La squadra è cambiata tanto e in poco tempo, non ho le risposte per quello che è successo. Ma il Milan è sempre il Milan, anche in America se ne parla.

L'ex centravanti dei Los Angeles Galaxy ha parlato anche del suo futuro:

Quando hai un bel rapporto col club c'è la possibilità che io possa restare. Finché sono attivo mi piace giocare. Sei mesi sono importanti per capire se sto bene e posso dare risultati, altrimenti non sto qua tanto per stare, non mi interessa. Mi dà tanta adrenalina e sfida riuscire a stare al massimo livello. Voglio portare risultati al club.

 

Ibra:Non vengo per fare la mascotte, è una prova per me

A chi gli chiede come sarà con i suoi compagni di squadra più giovani, lo svedese ha subito tirato fuori una battuta delle sue:

Molto più cattivo (ride ndr). No, sarò me stesso. Mi alleno duramente e bisogna lavorare tanto. Bisogna saper soffrire perché se no non si porta il massimo per la squadra. Non tutti sanno soffrire, ma a me piace lavorare duramente. A volte mi aspetto troppo, ma bisogna lavorare tutti.

Ibrahimovic ha parlato anche del colloquio che ha avuto con Stefano Pioli:

Ieri l'ho visto per pochi minuti, ho fatto tanti controlli. Però se li passi vuol dire che sto bene (ride ndr). Parleremo di tutte le cose per quello che serve a lui e a me. Dove giocherò con Pioli? Ho visto il mister ieri perché ero impegnato. Ho parlato con lui e mi ha spiegato qualcosa. Gli ho detto cosa mi serve per stare bene, arriverà il momento di dirci quello che dobbiamo fare al Milan. Perché l'anno scorso non sono arrivato in rossonero? Ho parlato con Leonardo per tornare, ma non mi sentivo pronto per farlo perché dopo un infortunio ho fatto un anno di campionato e volevo fare di più. Sono andato in America per sentirmi vivo ma ora mi sento più che vivo e pronto per il Milan. Sono molto felice, perché firmare a 38 anni per il Milan non so se sia successo in altre occasioni. Significa che ho qualcosa da dare. Non vengo per fare la mascotte, è una prova per me.

 

Ibrahimovic: Ronaldo? È bello che sia in Italia

Zlatan ha risposto a tono a chi gli ha chiesto come vede la presenza di Cristiano Ronaldo nel campionato italiano: "È bello che sta in Italia e nel campionato di Serie A. Poi vediamo cosa succede".

Ibrahimovic: Kulusevski? Sono contento per lui

Sui calciatori svedesi e sull'exploit di Dejan Kulusevski al Parma, da poche ore giocatore della Juventus, ha parlato così:

Penso che sia una cosa molto positiva. Se ci sono calciatori svedesi che rappresentano grandi club è un'ottima cosa. Quando vivi in America è difficile guardare le partite in Europa, però ho sentito buone cose di Dejan. Sono contento per lui.

Due parole anche sul futuro compagno di reparto Krzysztof Piatek:

La pressione è altissima, tutti si aspettano che quando giochi nel Milan, ma quando sei qui devi dare di più perché sei venuto per dare risultati. Qui devo aiutare i compagni, in campo e fuori. Voglio sentire l'erba perché quando sei fuori è difficile e capisci quanto ti manca.