Fernando Redondo è stato per il Milan di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani una grande illusione di mercato . Arrivato a Milano nell'estate del 2000, l'argentino s'infortunò subito, giocò soltanto sedici partite tra il 2003 e il 2004 e di fatto lasciò il calcio a causa del suo grave infortunio. A distanza di anni da quel periodo rossonero, Redondo ha rivelato alcuni aneddoti importanti in un'intervista concessa a "La Nacion".

La rivelazione di Redondo

"Prima di arrivare al Milan avevo svolto il precampionato con il Real Madrid, che poi decise di cedermi – ha raccontato l'ex centrocampista – Ricordo che cambiai completamente metodo di allenamento, al Milan si lavorava tanto sulla forza. Per orgoglio non dissi nulla, ma a livello muscolare ero morto. E in una delle prime partite mi sono rotto il crociato del ginocchio destro. Sono rimasto fuori per due anni perché la prima operazione andò male. Il legamento non fu collocato nella posizione giusta e quindi peggioravo giorno dopo giorno".

La tecnica proibita

Passato alla storia per aver chiesto al Milan, dopo il suo infortunio, di sospendergli lo stipendio fino la suo effettivo ritorno in campo, Redondo ha anche raccontato di una cura particolare che gli venne "prescritta" dall'allora staff medico rossonero: "Per 60 giorni sono stato ad Anversa lavorando con tecniche nuove per me, tre volte al giorno per tutta la settimana. La domenica tornavo a Milano per stare con la mia famiglia e poi prendevo nuovamente un volo per il Belgio – ha ricordato – Usai una tecnica chiamata Bier Block, che era proibita in Italia e che agiva sul sistema nervoso centrale per rompere la memoria del dolore. Il rischio è che se fosse stato coinvolto il cuore, avrei potuto avere dei problemi. Potevo farlo sei volte al massimo e io l'ho fatto cinque volte".