Il Milan ha pareggiato a San Siro contro il Napoli: 1-1 che permette ai rossoneri almeno di smuovere la classifica. Un dato non secondario visti i tempi grami di risultati e soddisfazioni ma anche un argomento che per forza di cose obbliga a confrontare quanto fin qui fatto da Stefano Pioli rispetto al suo predecessore, Marco Giampaolo. E i dati son sconfortanti per l'attuale allenatore: una media punti ancor minore rispetto ad inizio di stagione.

Il Milan gioca forse meglio, si vede un'intensità di gioco, pressing, schemi e un equilibrio tattico che con Giampaolo mancavano (oltre i risultati) ma alla fine la classifica resta grama e la posizione attuale è ancora lontana anni luce rispetto ai primi posti che valgono una qualificazione europea. Anche Pioli, dunque, non ha cambiato il trend rossonero confermando le difficoltà della squadra a trovare continuità nei risultati.

Pioli, nemmeno 1 punto a partita

Il pareggio contro il Napoli – anche se può sembrare un risultato comunque positivo contro una big – pone Pioli in netta difficoltà rispetto a Giampaolo per ciò che riguarda il rendimento complessivo del Milan: con il pareggio per 1:1 contro il Napoli sono arrivati 5 punti in 6 partite, con una media 0.83. E' il ruolino di marcia del Milan di Pioli che è riuscito nella non facile impresa di fare peggio di quello di Giampaolo. Con il tecnico precedente infatti i rossoneri avevano totalizzato 9 punti in 7 partite per una media di 1.28 punti a partita.

Pioli meno punti ma più big

Ad avere un peso specifico ovviamente sono stati anche gli avversari incontrati: Stefano Pioli ha avuto l'ingrato compito di sfidare le prime della classe come Roma, Lazio, Juventus e Napoli, sul suo cammino. Giampaolo aveva trovato sulla propria strada solamente Fiorentina e Inter come squadre di prima fascia, perdendo entrambe le gare malamente davanti al proprio pubblico.

La prova del 9 contro il Parma

Adesso, per un riscontro definitivo bisognerà attendere la settima partita di Pioli. Il Milan giocherà contro il Parma al Tardini il 1° dicembre alle 15. Servirà una vittoria per invertire la rotta anche per le statistiche e dare la possibilità alla squadra di avere un futuro migliore, confermando con i risultati che il cambio di panchina è servito a qualcosa.