Zlatan Ibrahimovic giocherà dall'inizio oppure partirà dalla panchina? In conferenza stampa Stefano Pioli conferma che ci sono ottime possibilità di vedere l'attaccante svedese nella formazione titolare che scenderà in campo domani pomeriggio (ore 15) contro la Sampdoria. A San Siro ci sarà il pubblico delle grandi occasioni per salutare l'attaccante: sessanta, forse anche settantamila tifosi quanti ne ha chiesti l'ex Psg.

È convocato, sta bene per essere un giocatore che ha fatto l'ultima partita 2 mesi fa – ha ammesso il tecnico alla vigilia della gara contro i liguri-. Ha fatto pochi allenamenti ma sta migliorando. Se è convocato significa che è disponibile e che c'è possibilità che giochi. Ha dato una svolta all'ambiente, è evidente e lo tocchi con mano. È arrivato Ibra, non un giocatore o una personalità qualsiasi. Mi sta piacendo tantissimo, lo conoscevo da avversario, è un professionista fantastico e anche oggi è stato l'ultimo ad andarsene. Ibra si sta ponendo nel modo giusto per capire tutte le situazioni. È arrivato con voglia e determinazione.

Quali sono le condizioni di Ibrahimovic

L'ultima partita ufficiale risale al 25 ottobre scorso (playoff di Major League), per quanto si possa essere allenato nel migliore dei modi un p' di ritmo partita gli manca. È questo il dubbio maggiore da parte dell'allenatore: rischiarlo da subito oppure attendere di lanciarlo nella mischia a gara in corso. Pioli sceglie la cautela e l'equilibrio rispetto all'euforia scatenatasi con l'arrivo dell'attaccante.

In generale ha dimostrato di essersi preparato da solo, si è allenato, ha fatto l'amichevole ma gli manca un po' di ritmo perché la partita è un'altra cosa. Lo ritroverà allenandosi bene e giocando. Ibra, però, non è il salvatore della patria. Nessuno pensa che possa risolvere tutti i problemi. È un valore aggiunto nel lavoro di tutti i giorni, ma tutti noi dobbiamo fare qualcosa in più. Non ci farà vincere le partite da solo, lo faremo se giocheremo da squadra.

Cancellare la sconfitta umiliante di Bergamo

Cancellare la sconfitta mortificante subita contro l'Atalanta. Prima ancora che pensare a Ibra, Pioli attende una risposta dalla squadra che nell'ultima gara dell'anno è uscita con le ossa rotta. Chiunque giochi, vuole che i calciatori vadano in campo con gli occhi della tigre come si dice in gergo.

Se dico che non ho dormito per quello che successe allora cambierebbe qualcosa? Certamente è una ferita ancora aperta, una sconfitta pesante – ha aggiunto Pioli -. Ma dobbiamo ripartire per cancellarla. Quello che conta è l'equilibrio e di creare più occasioni da gol degli avversari.