I tifosi del Milan sognano il ritorno di Zlatan Ibrahimovic. Dopo un inizio di stagione deludente, che ha portato la squadra ai margini della zona retrocessione, il popolo rossonero ha infatti individuato nello svedese la panacea di molti dei mali che stanno affliggendo il club milanese. In attesa di capire se davvero Ibra tornerà in Italia, anche Antonio Nocerino si è esposto a favore di un nuovo sbarco nella Serie A dell'attaccante di Malmoe.

"Al Milan ora c’è bisogno di gente che si prenda le responsabilità. E chi non intende farlo, sta fuori – ha spiegato l'ex centrocampista del Milan, che con Ibrahimovic giocò nell'anno successivo all'ultimo scudetto vinto dalla società di via Aldo Rossi – Preferisco un solo Ibra a quindici ventenni che non sono né carne né pesce. Ora è il momento di essere più uomini che calciatori, e con lui in spogliatoio non ti puoi nascondere. Nel bene o nel male ti porta allo scoperto".

L'importanza di Ibrahimovic

Dopo aver ammesso l'importanza del compagno in quella sua straordinaria stagione milanista chiusa con undici reti ("Non nego che mi abbia agevolato ma tanti assist non furono suoi. C’erano anche Cassano e Robinho"), Nocerino ha poi alzato le spalle davanti ai 38 anni dell'ex Galaxy: "La carta di identità è solo un numero se, come lui, stai bene mentalmente e fisicamente – ha aggiunto, nell'intervista concessa alla ‘Gazzetta dello Sport' – Quando si ruppe il crociato due anni fa lo davano tutti per finito, ma mi pare sia andata diversamente. In Italia può fare ancora bella figura. Se la cosa dovesse concretizzarsi di certo non verrebbe a svernare, non è nella sua indole".

"Ibrahimovic ha l’effetto di rivalutare chi gli sta intorno perché ti obbliga ad alzare l’asticella – ha concluso Nocerino – Se stai già dando cento, ti fa dare trecento. E lo fa con l’esempio, perché lui va a duemila. Se non ti adegui, si imbestialisce. Appena abbassavi la concentrazione e ti permettevi una leggerezza, magari un colpo di tacco per fare scena, arrivava la sua cazziata. E aveva ragione lui. I caratteri deboli con Zlatan faticavano. Lo ricordo una persona vera, sincera e onesta".