Era la stagione 2016/2017 quando il Milan di Montella decise di puntare su Gianluca Lapadula per l’attacco rossonero. In quel reparto però, nello stesso ruolo, c’era un certo Carlos Bacca che fra errori e gol anche importanti, non è mai stato sacrificato dal tecnico, oggi alla Fiorentina, che puntava sempre sul colombiano dal 1’. Lapadula veniva da ben 30 gol realizzati a Pescara (compresi i playoff), più 12 assist. Numeri straordinari che convinsero la dirigenza rossonera a puntare su questo calciatore. Ben 9 milioni il costo del cartellino pagato agli abruzzesi più un ingaggio da un milione più bonus pagati al calciatore per un contratto di 5 anni. Niente male per uno che la Serie A non l’aveva mai giocata e che proprio in Abruzzo fra Teramo e Pescara, aveva fatto le proprie fortune. Poi il Milan e quella numero 9 troppo pesante per via di quella maledizione post Inzaghi che porta con sè. Lapadula l’ha invece indossata con onore realizzando gol importanti. Oggi appartiene a Piatek e nella sfida a distanza fra Milan e il Lecce dello stesso Lapadula, quest’ultimo potrebbe insegnare al polacco come indossarla per davvero.

Il ritorno di Lapadula a San Siro. In rossonero meritava una conferma

Era il 28 maggio del 2017 quando Lapadula realizzò il suo ultimo gol in campionato con la maglia del Milan nella gara finale della stagione 2016/2017 contro il Cagliari. Un gol che però non convinse la dirigenza rossonera a trattenerlo lasciandolo andare al Genoa. Un giocatore che ha sempre dato tutto per quella maglia e che ad oggi avrebbe fatto comodo alla nuova squadra di Pioli. L’attaccante di Torino in quella annata si giocava spesso la titolarità con Carlos Bacca che inizialmente avrebbe dovuto fungere da punta di spicco di quella squadra. E in realtà fu così, nonostante gli screzi continui del colombiano con Montella. In quel 4-3-3 Suso e Niang fungevano da esterni avanzati e spesso si alternavano con Ocampos e Deulofeu. Ma al centro Lapadula veniva sempre accantonato partendo spesso dalla panchina. Ma nonostante questo, in quelle 27 presenze totali in A, riuscì comunque a lasciare il segno.

Il confronto con Piatek e quella 9 che oggi fa paura al polacco

Lapadula riuscì a realizzare 8 gol e 2 assist, ma come dicevamo, spesso è partito dalla panchina riuscendo così a rompere gli indugi e risolvere tante volte la partita a Montella. Un giocatore che ha dato tutto in quella stagione conquistandosi anche l’affetto dei tifosi che in lui vedeva la stessa voglia del vecchio Milan di Ancelotti, capace di vincere ovunque onorando la maglia fino all’ultimo secondo. Piatek oggi dovrebbe imparare da lui e nel confronto diretto con l’ex di turno che per l’occasione vestirà la maglia del Lecce, il ‘Pistolero’ potrebbe strappare qualche utile consiglio visto il magro bottino conquistato fino ad oggi con la numero 9: solo 2 gol (entrambi su rigore). Lapadula (anche in questo caso a San Siro) non dovrebbe partire titolare per via di alcuni acciacchi fisici che da settimane lo stanno tenendo fermo, ma vorrà sicuramente essere protagonista in quel Milan che l’ha mollato troppo presto.

Quanti gol aveva fatto Lapadula ad oggi nel confronto con il ‘Pistolero’

Ad oggi, 20 ottobre 2019, Piatek, ha realizzato soltanto 2 gol con la numero 9 sulle spalle. Un bottino poco confortante per il Milan che sperava nei suoi gol dopo aver lasciato partire anche Cutrone. Le due marcature poi sono state realizzate su calcio di rigore e di certo questo non può far felici i tifosi rossoneri che mai avevano visto la propria squadra cadere così in basso. In questo stesso periodo di tempo, Lapadula, con la maglia numero 9, non aveva mai segnato, salvo poi svegliarsi il 6 novembre del 2016 con un gol, il suo primo con la maglia del Milan, contro il Palermo, per poi ripetersi con la doppietta ad Empoli e il successivo gol al Crotone a San Siro (il suo primo davanti ai tifosi rossoneri). Un dato che potrebbe far felice Piatek ma che di sicuro non garantisce ancora che la ‘maledizione della 9 di Pippo Inzaghi’ sia stata definitivamente debellata.

I 7 numeri 9 che hanno fallito con quel numero dietro le spalle

Provando a fare un breve passo indietro nel tempo, possiamo dunque capire come la maglia numero 9 del Milan, dopo l’addio al calcio di Pippo Inzaghi, sia stata un incubo per chiunque l’avesse indossata. C’ha provato prima Pato nel 2012/2013, ma in sole 4 presenze riuscì a mettere a segno solo 1 assist prima dell’addio. Poi arrivò il turno di Alessandro Matri nel 2013/2014. Dopo tante vittorie e gol alla Juventus, riuscì anche lui a segnare solo una rete in 18 presenze (comprese 3 in Champions). E allora meglio voltare pagina nella stagione successiva, prendendo un attaccante di spessore come Fernando Torres. Lo spagnolo però, voglioso di indossare la 9 rossonera, realizzerà solo 1 gol (all’Empoli) prima di fare ritorno all’Atletico Madrid. Nel mercato del 2015 Galliani punta dunque su Mattia Destro che con la 9 realizzerà 3 gol in 15 gare per l’ennesimo flop del Milan. In seguito allora toccherà a Luiz Adriano indossarla, ma in 33 gare totali il brasiliano realizzerà solo 4 gol. La ‘maledizione della 9 di Pippo Inzaghi’ era ufficialmente iniziata. Così ecco arrivare il turno di Lapadula seguito poi nel 2017 da quello di Andrè Silva (2 gol in 24 presenze) e da Higuain che realizzerà, lo scorso anno, solo 6 gol prima di partire a Londra per raggiungere Sarri al Chelsea a gennaio.