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Milan, l’ultima spiaggia si chiama Glasgow. Per allenatore e squadra non ci sono più scuse

La notte di San Siro ha lasciato il segno. Martedi in Scozia, nella sfida di Champions, ci sarà l’ultima chance per un Milan troppo brutto per essere vero. E Balotelli arriva tardi all’allenamento…
A cura di Alberto Pucci
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La fiducia e l'ottimismo dichiarato in mondovisione da Adriano Galliani e Massimiliano Allegri, nel post gara contro il Genoa, stride con una situazione davvero drammatica e delicata. Relegato nella zona bassa del tabellone, a soli cinque punti dall'ultima in classifica, il Milan si appresta a partire per la missione scozzese in Champions League. Una vittoria contro il Celtic, con un contemporaneo successo di Messi e soci in Olanda, regalerebbe la qualificazione matematica alla squadra di Allegri e renderebbe meno amaro il triste epilogo del Meazza, quando la tifoseria ha affrontato a muso duro la compagine milanista. La domanda, però, sorge spontanea: può, questo Milan, far risultato al "Celtic Park"? Difficile ipotizzarlo analizzando ciò che resta della squadra che, l'anno scorso, riuscì nella rimonta verso il terzo posto.

Lacune tecniche e colpe dell'allenatore – Escludendo Kakà, De Jong e (forse) un altro paio di giocatori, il resto della "rosa" milanista è in evidente affanno psico-fisico e non è da Milan. Allegri stesso pare non avere più il polso della situazione e anche lui, come molti in società, non sa più che pesci pigliare. La certificazione di tale confusione mentale sono i continui cambi di modulo, la scelta dei giocatori da mettere in campo (Zapata, Muntari ed Emanuelson non sono più presentabili), il poco coraggio nel lanciare Saponara e, soprattutto, Silvestre e la testardaggine con cui ripresenta Balotelli (svogliato ed inconcludente), Alessandro Matri (sosia scarso di quello juventino) e Robinho (molto fumo e poco arrosto). A parziale scusante, per il tecnico livornese, l'assoluta mancanza di pedine di scorta in grado di sostituire degnamente (e ci vorrebbe poco) l'undici proposto in quest'ultimo periodo.

Lo shock del cambio allenatore – Per tentare di rianimare la squadra, ridarle quell'orgoglio perduto e quel senso di appartenenza mai visto in questi mesi, la dirigenza dovrebbe decidere (in fretta) di prendere posizione netta e chiara sull'allenatore e sulle strategie di mercato. Esonerare Allegri, in caso di sconfitta in Scozia, potrebbe essere lo schiaffone di cui molti giocatori hanno bisogno. Tolto di mezzo il tecnico, però, anche dalla nuova e scintillante sede milanista dovrebbero arrivare decisioni drastiche. Se la strategia è quella di rinnovare i vertici societari (Galliani si mormora che potrebbe lasciare anche prima di Natale) che lo si faccia subito, sfruttando le pochissime chance di arrivare ad un posto "europeo" per la prossima stagione. Con la stagione compromessa, e la qualificazione agli ottavi di Champions difficile, cambiare tutto dall'oggi al domani potrebbe anche essere consentito (oltre che necessario). Il problema è che nessuno sa bene cosa fare e, nell'indecisione, la nave rossonera continua ad imbarcare acqua e ad inabissarsi pericolosamente.

Balotelli in ritardo. Per la seconda volta consecutiva (era successo domenica, dopo l'anticipo col Genoa) è arrivato a Milanello in ritardo rispetto all'orario di ritrovo per l'allenamento. Balotelli si è presentato con oltre venti minuti di ritardo rispetto all'appuntamento fissato alle 10.30 in vista della seduta delle 11.30, l'ultima prima della partenza per Glasgow.

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