Dalla "foglia morta" di Corso al "Pàron" che va sedersi sulla panchina di legno (eh sì, all'epoca erano così), passando per il Milan degli olandesi e l'Inter del Triplete fino al derby dell'ora pranzo e della nuova finanza internazionale. Quante ne ha viste il terreno di gioco di San Siro, e quante ne vedrà ancora. Si spera. Quello che si giocherà sabato 21 settembre alle ore 20:45 allo stadio Giuseppe Meazza sarà il derby di Milano numero 171 in Serie A, il 224° in gare ufficiali, e fa parte di una storia iniziata nel Campionato Federale di Prima Categoria 1909.

Sembrano lontanissimi i tempi dei "casciavit" milanisti e dei "bauscia" interisti ma questa di oggi è solo l'evoluzione, non si sa se positiva o negativa, di uno sport che negli ultimi 15/20 anni ha subito una trasformazione epocale e sarebbe anche ingiusto fare paragoni tra stagioni totalmente differenti. L'unica cosa certa è che quando l'arbitro starà per dare il via sul campo di gioco ci saranno 22 calciatori, 11 in maglia rossonera e 11 con quella nerazzurra, che daranno vita all'ennesimo capitolo di una storia calcistica affascinante che il tempo sembra non riuscire mai ad intaccare. Per ripercorrere gli ultimi decenni di questa stracittadina, e prepararci al meglio alla nuova pagina di questo libro, abbiamo raccolto, senza andare troppo indietro nel tempo, alcuni dei goal più belli con azioni collettive e giocate dei singoli che sono impresse a fuoco nelle menti dei tifosi e di chi segue questo sport.

Serena, Sheva e Seedorf nei sogni più belli del Diavolo

1983. Anno del secondo Mundialito, torneo non ufficiale a inviti organizzato da Canale 5 negli anni ottanta. Autore del goal: Aldo Serena. L'attaccante di Montebelluna è uno dei cinque calciatori italiani ad aver conquistato il titolo nazionale con tre diverse società e nell'ultimo match di questa manifestazione illuminò San Siro con un tiro al volo su assist di Pasinato. Coordinazione, forza e senso della porta. Centravanti vero.

Nel breve e travagliato passaggio di Roberto Baggio nella Milano rossonera, poi vestirà anche la maglia dei cugini, c'è una pregevole rete che aprì il derby d'andata della stagione 1996-1997: verticalizzazione di Desailly, finta di Weah e tocco sotto del Divin Codino che non lasciò scampo a Pagliuca. Nulla da dichiarare, vostro onore.

Quella di Clarence Seedorf, insieme a quella di Pirlo, è la storia che i tifosi milanisti amano di più. Scaricato dai cugini, l'olandese diventò uno dei perni dell'epopea "Ancelottiana" e la rete decisiva nel "derby della rimonta" (Serie A 2003-2004), da 0-2 a 3-2, fu solo la ciliegina sulla torta di uno dei movimenti di mercato tra le due società ambrosiane che ancora oggi non trovano una benché minima spiegazione logica. Bomba a mano.

In questo veloce, e forse semplicistico, "rewind" del derby della Madonnina non poteva mancare Andriy Shevchenko, l'uomo che ha segnato più goal nella stracittadina meneghina (14). L'ucraino per i nerazzurri è stato un vero demonio e, così come nella prima edizione del confronto europeo, Sheva non ha voluto mancare l'appuntamento nel secondo derby di Champions. Dopo la rete nella gara d'andata, erano i quarti dell'edizione 2004/2005, il numero 7 colpì anche al ritorno con un sinistro violentissimo che si infilò alla destra dell'incolpevole Toldo ma la gara fu sospesa al 73′ in seguito al lancio di oggetti in campo, con un fumogeno che colpì Dida. L'UEFA assegnò ai rossoneri il 3-0 a tavolino ma il gesto dell'attaccante rossonero non può esser cancellato. Sentenza.

Negli ultimi anni uno dei protagonisti di questa partita speciale è stato, certamente, Zlatan Ibrahimovic: dopo aver vestito la maglia dell'Inter, lo svedese si è accasato sull'altra sponda del Naviglio e ha lasciato il segno per ben 4 volte nei derby (6 se contiamo anche i goal con i nerazzurri). Prima della partenza per Parigi, e dopo aver già segnato su rigore, fece impazzire la difesa di Stramaccioni con un goal dei suoi: controllo orientato su passaggio di Robinho, intervallato dal velo di Boateng, e pallonetto su Julio Cesar in uscita. Bijoux.

Oriali, Motta e Icardi infiammano la Milano Bauscia

Ci spostiamo da una sponda all'altra di Milano e se c'è un uomo che incarna l'interismo più di altri, anche nella società attuale, quello è Gabriele Oriali. Il centrocampista di Como è stato il simbolo per anni della Milano nerazzurra e nella stagione  1979/1980, quella dello scudetto di Bersellini, Lele mise la firma sul derby di ritorno, gara in cui venne intitolato lo stadio a Giuseppe Meazza, finalizzando un'azione corale su palla da fermo: punizione di Beccalossi, torre di Altobelli e protezione di Muraro per l'accorrente Oriali che scaricò in porta la rete decisiva. Classe operaia in paradiso.

Chiunque nomini le parole derby e Ronaldo consecutivamente pensa a due momenti: il primo a tinte nerazzurre e l'altro rossonere. Detto tra noi, non c'è storia. Il goal del 22 marzo 1998 è quello di un calciatore devastante, che ha il mondo ai suoi piedi e che in pochi mesi è riuscito a prendersi la Serie A. San Siro, minuto 77. Lancio di Moriero e palla rimbalzante a mezza altezza ma il Fenomeno la colpì d'esterno scavalcando Sebastiano Rossi e facendo esplodere i tifosi del Biscione. Inarrestabile. 

Non poteva mancare all'appello Christian Vieri. Il numero 32 ha lasciato il segno in pochi derby ma in quello di Coppa Italia della stagione 1999-2000 realizzò un capolavoro. Bobone, dopo essersi divorato un paio di goal piuttosto facili per i suoi standard, decise di zittire i mugugni dei suoi stessi tifosi con un sinistro terrificante sotto la traversa e sbloccò il match. Da sottolineare anche la deliziosa la palla in profondità di Recoba per il suo compagno di reparto. Con rabbia e con amore.

Per molti l'Inter del Tripelte nacque il 29 agosto del 2009. La seconda giornata della Serie A 2009-2010 prevedeva il derby e dopo un inizio non brillantissimo i nerazzurri presero pian piano in mano il gioco. Tutto nacque da un appoggi di Zanetti a Thiago Motta, il quale diede il via e concluse un'azione bellissima che coinvolse prima Eto'o e poi Milito, che, in questo caso, fu rifinitore e non finalizzatore. Pensare con i piedi.

I miglior marcatori dell'Inter in un singolo derby sono cinque: Giovanni Capra, Amedeo Amadei, István Nyers, Diego Milito e Mauro Icardi. Il 15 ottobre 2017 è stata una delle serate più belle di Maurito con la maglia nerazzurra e quella tripletta lo aveva consacrato nuovo leader della Beneamata ma in pochissimo tempo è cambiato tutto. La seconda rete del 9 a Donnarumma è un mix di tecnica, fiuto del goal, senso della posizione ed esplosività. Implacabile.