Saranno in sessantamila sugli spalti di San Siro in occasione della partita tra Milan e Sampdoria. Tutti per assistere dal vivo al più che probabile ritorno in campo di Zlatan Ibrahimovic. Fermo da settimane, ovvero da quando ha concluso l'esperienza nei Los Angeles Galaxy, l'attaccante svedese ha infatti mandato messaggi confortanti a Pioli durante l'amichevole che il Diavolo ha giocato a Milanello (e vinto anche con rete di Ibra) contro i dilettanti della Rhodense.

Il primo difensore che ha avuto l'ingrato compito di marcare il gigante di Malmoe di chiama Filippo Venza: "La forma fisica di Ibrahimovic è strepitosa, è sempre la solita forza della natura – ha raccontato il classe '96 della Rhodense al sito di Gianluca Di Marzio – Sarà che loro sono professionisti, ma non sembrava un 38enne fermo da 3 mesi. In campo già gestiva alla perfezione i suoi, spiegava a Bonaventura e Paquetà come voleva che pressassero gli avversari, dialogava molto con le mezzali e Calhanoglu, cercando spesso la sponda".

Il solito Ibrahimovic

"l gol? Cross rasoterra dalla destra, l’ha dovuta soltanto spingere in rete – ha aggiunto – Poi per carità, tanta roba! Assist, colpi di tacco, veli e altre magie con la sua classica semplicità. Tre-quattro volte mi ci sono trovato corpo a corpo: è inutile raccontarvi com’è andata a finire". In attesa di vederlo in azione contro avversari più forti, Ibrahimovic ha dunque già lasciato il segno e regalato la sua prima maglia rossonera.

"Sin da bambino sono un tifoso juventino e ho fatto in tempo a godermi il primo Ibra con Capello e Del Piero – ha concluso Filippo Venza – Da quando il mister ci ha detto che avremmo sfidato il Milan in amichevole, ho passato le giornate sperando che le visite di Zlatan fossero il 2 invece che il 5. È andata bene, e mi sono portato a casa la sua maglia. Ora devo trovare un posto dove nasconderla, è un cimelio troppo prezioso".