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Milan, Galliani incorona Kakà: “E’ sempre stato un leader”

L’ad rossonero tra amarcord e lungo addio: “Dirigenti e allenatori passano, quel che conta è solo il bene del club”
A cura di Maurizio De Santis
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Un altro segnale d'addio. Le parole di Adriano Galliani nell'immediata vigilia della partita di Champions dei rossoneri contro il Glasgow sono una conferma: "Il Milan è nato prima di tutti noi e continuerà dopo di noi. Dirigenti, allenatori e giocatori passano il testimone, l’importante non è il futuro delle persone ma il futuro del Milan che è il club più titolato del mondo". La sortita di Barbara Berlusconi, all'indomani della sconfitta contro la Fiorentina, ha segnato un punto di rottura: il cambiamento è in atto, questione di tempi e dettagli (soprattutto economici) da definire. La strada è segnata, ma c'è ancora spazio all'amarcord che fa capolino anche in occasione del pranzo Uefa con i dirigenti scozzesi. "Kakà è sempre stato un leader, non lo è diventato ora. E' uno dei pochi palloni d’oro ancora in attivo, è una super persona, per questo motivo sono andato a prenderlo a zero a Madrid". Una bolgia quella di Glasgow, l'ad rossonero è abituato anche a questo… in 34 anni alla testa del Milan ha superato, combattuto e metabolizzato ogni cosa. "Durante il sopralluogo al campo parlavo con Bonera e Kakà, siamo gli unici reduci del ‘Vietnam' nel 2007, ci ricordiamo quel momento".

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