L'esonero di Marco Giampaolo arriverà non appena il Milan avrà in mano il sì dell'allenatore che sarà chiamato a prendere il timone in piena tempesta. La vittoria di Marassi contro il Genoa non ha cambiato le sorti dell'attuale tecnico, sostenuto da Paolo Maldini e osteggiato da Zvonimir Boban che proprio non è convinto dal lavoro svolto finora. Nessuno lo è. E non è solo questione di risultati ma di rendimento, prestazioni, approccio alle partite, gestione dell'incontro, modo di stare in campo. Tutte obiezioni passate in rassegna e messe dinanzi all'ex Samp assieme alle sue responsabilità. Ce n'è abbastanza perché non mangi il panettone, come si dice in gergo. A meno di scelte differenti, così sarà.

Luciano Spalletti candidato numero uno (da convincere)

Se Giampaolo è ‘virtualmente' licenziato adesso la domanda è un'altra: chi prenderà il suo posto? Quesito al quale è tutt'altro che semplice rispondere considerato il momento. Chi è disposto a rimboccarsi le maniche e a mettere la faccia per una squadra che non ha costruito, che non conosce affatto o conosce poco, per calciatori che (forse) nemmeno si avvicinano alla sua idea di calcio? Il Milan è convinto che la figura ideale sia quella di Luciano Spalletti, ex Inter (e attualmente sotto contratto dopo l'esonero avvenuto nell'estate scorsa per fare posto ad Antonio Conte). Il club nerazzurro non porrebbe ostacoli per il risparmio sostanzioso che arriverebbe dal ‘favore' ricevuto gratuitamente dai rossoneri: circa 15 milioni di euro (e anche qualcosa in più), è la somma che la società non dovrebbe più versare all'ex tecnico e al suo staff. Ed è tutto qui il nodo: liberarsi dal vecchio contratto per stilarne uno nuovo.

Per ora il tecnico toscano non ha concesso aperture

Altra domanda: Spalletti cosa vuol fare? È disposto a dire sì a questo Milan? La tesi del Corriere dello Sport è che il tecnico toscano, per quanto lusingato, non abbia intenzione di accettare un incarico così rischioso. In realtà, da Milano filtra la voce che un margine di trattativa ancora c'è. E che si farà il possibile in queste ore per vincere le resistenze e i dubbi legittimi dell'ex nerazzurro. Ha detto sì? Sì ma ci sono ancora dettagli da limare.

Da Garcia a Pioli, il ‘piano b' per la panchina

È lui la prima scelta poi c'è il cosiddetto ‘piano b' che ruota intorno ad altre figure altrettanto gradite ma un gradino più sotto rispetto a Spalletti: Rudi Garcia, Stefano Pioli, Claudio Ranieri e perfino l'ex commissario tecnico della Nazionale, Cesare Prandelli (ma la sua è una posizione più sfumata rispetto agli altri colleghi). E Gattuso? Difficile che al momento accetti. "Ringhio" non ha alcuna intenzione di (ri)tuffarsi in quel mare tempestoso nel quale è riuscito a non affogare. Ma adesso è stanco e per sé immagina un porto (più) tranquillo per il momento.