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Milan, 200 milioni sospetti: nessun reato ascritto ma c’è l’ombra del riciclaggio

La Procura di Milano ha aperto un “Modello 45” senza ipotesi di reato ma con il sospetto di un possibile riciclaggio di denaro sui movimenti di 200 milioni risalenti a luglio 2016 quando mister Li estromise la cordata formata da Galatioto e Gancikoff.
A cura di Alessio Pediglieri
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Non tornano le operazioni di circa 200 milioni per la Procura di Milano. E il Milan ritorna sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti per il passaggio da Silvio Berlusconi alla cordata cinese di Li, operazione sulla quale non cessano sospetti e illazioni. La magistratura, infatti, ha chiesto di visionare un documento nel quale potrebbero esserci spunti interessanti per il fascicolo aperto sulla cessione del club rossonero, un modello 45 senza ipotesi di reato e senza indagati.

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L'ipotesi di riciclaggio

Si tratta della relazione redatta dall'ufficio legale di Fininvest poco chiara alla Procura e doce ci potrebbe essere l'ipotesi di riciclaggio con l'intervento della Guardia di Finanza, che a sua volta aveva ricevuto tre segnalazioni di "operazioni sospette" da parte dell'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia.

200 milioni sospetti

I sospetti, in particolare – come riferisce la Gazzetta dello Sport – sono rivolti a quella doppia caparra di 200 milioni di euro a fondo perduto con cui Li e la Sino-Europe, nelle transazioni risalenti a fine luglio 2016, ha di fatto tagliato dalla trattativa Galatioto e Gancikoff.

L'inizio del closing

Era stato la genesi di tutto: entrato di prepotenza nello scenario del closing, Li aveva poi concluso la sua personale ‘scalata' al Milan. Ma quei soldi, provenienti da fondi personali senza bisogno di banche, che avevano sbaragliato la concorrenza ed evitato due diligence, sono finiti sotto il controllo accurato dei conti previsti dalle legge quando nella trattativa sono coinvolti soggetti politicamente esposti come Berlusconi.

L'ombra di Elliott

E nulla, al momento, appare chiaro, con l'ombra incombente di una nuova inchiesta nei confronti dell'attuale proprietario del Milan. Che è stato coinvolto in patria in questi giorni, per il fallimento di una sua società e per il ritardo nei pagamenti dei debiti nei confronti del Fondo di investimento Elliott che già prestò 300 milioni per l'acquisto del club. E che ultimamente ne ha versati altri 35 per rifinanziare la società fino a fine stagione.

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